di
Maria Luisa Mirabella
Sabato 7-8-04 Il
gruppo si è riunito a Malpensa. Nocciolina e Semolino si scambiano gli
ultimi bacetti prima della separazione e Bailando sospira per Akira lasciata casa
e lei per lui. Ah l'amore! Nonna Villie è in perfetta forma, venendo in
pullman da Torino a Malpensa ci ha raccontato la storia delle sue innumerevoli
vincite e ha divertito noi, l'autista e i pochi passeggeri del pullman. Imbarchiamo
i bagagli e passiamo il controllo polizia, salutiamo i genitori di Piripilla e
Semolino e a quel punto Bubi, che si era appena svegliato dal letargo, ci conta
e dice: "Ne manca uno!". Dato che eravamo in 9 io non mi preoccupo e
lo guardo con fare interrogativo. E lui prosegue. "Manca Mamy!". Dopo
averlo rassicurato che si è solo trattato di un incubo e che Mamy è
felice in quel di Susa, lui ripiomba nel letargo. Arriviamo a Londra e percorriamo
tutti i km che ci separano dal Terminal 4 senza perderci e ci stravacchiamo a
terra in attesa della partenza del volo che parte con 1 ora e mezza di ritardo. I
posti assegnatici dalla BA sono tutti sparsi, ma l'impiegato incaricato di staccare
le carte d'imbarco ci riunisce come può:Villie da sola, Bailando schiacciato
tra Bubi e Shrek, Nocci e Doccia insieme e Piripilla, Sprizz ed io pure. Io
oramai abituata ai lunghi viaggi riesco a dormire, infatti stasera sono sveglia,
loro no. Così arriviamo a Calcutta dopo un viaggio turbolento con quasi
2 ore di ritardo. Hanno perso la valigia di Bailando! Domenica
8-8-04 Arriviamo in ritardo, perdiamo un sacco di tempo ad aspettare le valigie
e scopriamo che la valigia di Gianluca non è stata imbarcata. Compiliamo
il form per ritirarla col prossimo volo che arriverà mercoledì,
quando noi saremo a Takhurnagar. Sr Giovanna ci aspetta fuori con l'autista
della scuola con pazienza e rassegnazione. Piove e fa caldo. La strada dall'aeroporto
a Barrackpur pur essendo domenica mattina è trafficata anche se piove.
I ragazzi sono senza parole, sia per il traffico, sia per il modo di guidare degli
indiani, sia per quello che vedono. Arriviamo a casa delle suore della Provvidenza
a Barrackpore e riceviamo la solita calorosa accoglienza. Un thè e un caffè
e si va a riposare fino all'ora di pranzo. Noi ragazze dormiamo nella casa delle
Novizie e i ragazzi nella casa principale. Nocci e Doccia dormono insieme, tutti
gli altri hanno camere singole. Nel pomeriggio dopo pranzo si fanno le prove
spettacolo. Con fatica perché fa caldo e umidissimo e si suda anche solo
a stare fermi. Alle 16.00 andiamo con Bailando, Bubi e Shrek a comprare vestiti
per Bailando che non ha la valigia. Compriamo 4 magliette, 3 pantaloni, 4 mutante
e spendiamo l'equivalente di 18 euro. I ragazzi rimangono molto colpiti dalla
gente che ci osserva come fossimo marziani, dal via vai della strada, dal traffico,
dai colori dei sari e dalle incredibili persone indiane. Siamo in una zona
dove non c'è turismo e molte persone non hanno mai visto un "bianco". Ci
ritiriamo alle 18, una meditazione e cena alle 19.30. Dopo cena tutti crollano
dal sonno, così dividiamo le cose che abbiamo portato per i bambini e andiamo
a dormire. lunedì
9 agosto 2004 vengo svegliata alle 5.00 dalla campanella delle suore, mi alzo
e faccio una doccia, preparo la valigia e la porto nella hall. Le suore iniziano
le preghiere del mattino, prego anche io con loro e alle 5,30 mi accerto che le
ragazze siano sveglie. Ore 5,50 colazione e alle 6.10 si parte. Ci hanno prestato
un pulmino e l'autista i preti del seminario accanto. Attraversiamo i caratteristici
paesini indiani e arriviamo alle 8.15 a Takhurnagar, un paese che, ci dice Sr.
Giovanna, si è sviluppato tantissimo negli ultimi anni. Gli abitanti sono
andati ad aprire ristoranti in Arabia Saudita e hanno guadagnato per costruirsi
case che sono decorose. Il paesino è pulito, la Missione è circondata
da un bel giardino, è stata la prima missione in India delle suore della
Provvidenza, quindi non è nuova. Ci aspettano le bambine (oggi è
festa e non sono andate a scuola) che ci fanno un canto di benvenuto e una danza.
Le suore ci conducono a colazione, tutto è così caloroso e trovare
qui Marilisa (a febbraio era superiora di Putiram) è bellissimo, il suo
sorriso caloroso e dolcissimo è il miglior benvenuto. Dopo colazione,
il tempo di posare le valigie in camera e giù a giocare con le bambine.
E' un delirio, Bubi e Shrek si scatenano e sudano tanto da sembrare fontane. I
ragazzi si lanciano in bans, giochi, canti mentre io inizio a dipingere i visi
delle bambine seguita in un secondo tempo dalla Nocci. Le bambine si sono scatenate,
soprattutto alcune che sono inarrestabili. Mentre le trucco da clown guardo i
loro visi che sono di un color cioccolata bellissimo e le bocche sembrano disegnate
da un artista. Le bambine più piccole sono a scuola, con noi sono rimaste
quelle più grandine dai 12 ai 14 anni. Le urla di gioco sono altissime
e il caldo è quasi insopportabile. Ci spostiamo fuori a giocare. Bubi
e Bailando con le bambine creano due fazioni che di dicono cose in bengali, ovvero
sia Bubi che Bailando ripetono all'altro ciò che le bambine dicono, provocando
risate infinite. Le bimbe chiamano noi donne "auntie" (zietta) e i ragazzi
"uncle" (zio). Oramai c'è tantissima confidenza e vogliono stare
con noi sempre, toccandoci, abbracciandoci e giocando insieme. Esausti a mezzogiorno
torniamo in camera per una doccia e per il pranzo. Dopopranzo riposiamo e quindi
nel pomeriggio si gioca di nuovo. Villie ha insegnato alle ragazze più
grandi a cucire la stoff per fare le palline da giocolare e così nel pomeriggio
ne riemiamo di semi 3 in modo che possano giocolare facendosi le palline da soli. Poi
è la volta delle girandole. Gli altri giocano nel prato. Con Marilisa
e Bailando andiamo in paese con la carretta a bicicletta e ci divertiamo un sacco:
passiamo per la ferrovia dove un sacco di persone chiacchierano seduti sul binario
del treno e si alzano solo quando il treno passa. Scopro che non vendono prese
a tre e quindi dalla mia spina del Pc se voglio usarlo, devo eliminare la terra.
Mentre compriamo la gente si raduna per guardarci, fa un certo effetto, è
come se fossimo attori
Al ritorno un paio di ragazzi ci seguono in bicicletta
e chiedono a Gianluca come si chiama, da dove viene e se gi piace il riso, una
volta saputo che il riso gli piace molto, dicono che gli vogliono bene
Dopo
cena si fa una condivisione dalla quale emerge che ognuno si aspettava peggio
e che l'impatto con i bambini è stata la cosa che ci ha colpito di più,
la loro disponibilità a ridere, il loro entusiasmo e anche la loro incontenibilità.
Abbiamo notato che stamattina siamo partiti un po' troppo in fretta e sprecando
tutte le energie di colpo. Nei prossimi giorni bisognerà dosarsi di più.
Martedì 10 agosto 2004 Mi sono svegliata alle 5,30 ero intenzionata
ad andare a messa, ma il cancello delle scale era chiuso, così sono tornata
in camera e ho iniziato a meditare. Dopo colazione siamo andate tutte alla parrocchia
dove ci aspettavano le donne del villaggio per iniziare i laboratori di Decupage,
di braccialetti e di giocoleria. Villie (con Aureola e Doccia come aiutanti)
ha insegnato alle donne a decorare piatti, bottiglie e la lavagna. Bubi e Nocciolina
hanno dipinto una parete, Piripilla ha insegnato alle ragazze a maneggiare i Kiwido,
Shrek e Bubi hanno insegnato giocoleria, Bailando ha ripreso tutto il tempo. In
finale sono stati ricoperti di fiori: 2 piatti, 2 pietre, il contorno di una lavagna,
una bottiglia, un vaso di plastica. Sprizz ha insegnato alle donne a fare i braccialetti
a forma di fiore con la corda. Un ragazzo e alcune donne hanno imparato a giocolare. Abbiamo
terminato alle 12.45, distrutti dal caldo, ma soddisfatte perché le donne
indiane sono molto creative e hanno capito benissimo il procedimento del decupage
e potranno usarlo per creare oggetti da vendere per Natale se vorranno. Pranzo
in allegria con le suore e riposo. Alle 16,30 le ragazze sono andate tutte
in carretta in paese per comprare i vestiti indiani e io sono rimasta con Shrek,
Bubi, Bailando a far giocare le bambine: bans, canti, gioco della bandiera, gioco
del gatto e del topo e alle 18.00 ci hanno lasciati per studiare. Meno male! Perché
eravamo fradici! Bubi e Bailando sono andati a fare una doccia (con le secchiate
d'acqua) mentre Shrek ed io siamo andati a fare due passi per il villaggio, lungo
la ferrovia. Abbiamo subito incontrato una donna che era venuta stamattina al
laboratorio che ha voluto portarci a casa sua: due stanze con un letto, un televisore
e niente altro. Ha chiamato sua figlia che vive con lei, sua cognata che è
rimasta vedova e vive con lei e nel frattempo sono arrivati un nugolo di bambini
a vedere l'evento: due bianchi in casa! Con la loro solita gentilezza rihanno
offerto del thé che abbiamo rifiutato perché abbiamo detto che dovevamo
tornare alla missione. Siamo stati un po' seduti sul letto con lei, mentre
gli altri ci osservavano e abbiamo parlato in inglese. Poi siamo usciti e, passando
davanti ala chiesa, siamo stati letteralmente "sequestrati" e portati
in una stanza dove una donna accompagnandosi con l'armonium ci ha cantato una
canzone e dopo ci ha portati nella sala dove abbiamo fatto il laboratorio per
farci assistere alla prova delle danze che si terranno il 15 di agosto, giorno
dell'Indipendenza indiano. Dopo le danze, sempre scortati da un paio di ragazzini
siamo tornati alla missione, in tempo per il Thè del pomeriggio accompagnato
da cocco tritato e riso soffiato. Le ragazze sono tornate entusiaste dei loro
acquisti: splendidi chulidar (si scriverà così???). Dopo cena
le prove spettacolo nel corridoio sudando a più non posso. mercoledì
11 agosto 2004 Partenza alle 8.00 per i villaggi. Strada facendo solite scene,
tutti ci guardano e ci sorridono cordiali. Nel primo villaggio ci aspettano
nella sala della parrocchia per il nostro spettacolo, la sala è gremita
di gente e molti stanno accalcati fuori dalla porta. Non abbiamo spazio per muoverci,
la musica del PC si sente poco o niente e facciamo spettacolo in 9 in pochi metri
circondati da tutte le parti. La gag che fa ridere di più è quella
del Palloncino con Bubi e Shrek. Il caldo è soffocante e la gente accalcata
non ci aiuta di certo. C'è da dire che tutte queste donne si sono riunite
qui con la speranza di imparare il decupage, come abbiamo fatto ieri, ma noi oggi
non abbiamo portato il materiale e inoltre, anche l'avessimo portato non sarebbe
stato possibile insegnarlo a questa quantità di persone. Il parroco
spiega loro che continuamente ci sono persone che arrivano da loro per insegnare
qualcosa, ma non c'è nessuno che, come abbiamo fatto noi, insegni loro
la gioia e la pace. Partiamo per andare a casa di una ragazza del villaggio
che ci aspetta per pranzo e pranziamo alcuni di noi seduti a terra nel terrazzino
della casa, altri seduti sul letto nell'unica camera della casa. Nel frattempo
i vicini ci osservano. Si prosegue dopo pranzo per un secondo villaggio, ma
strada facendo ci fermiamo in una chiesa cattolica e Marilisa ci spiega che il
capo villaggio è rimasto molto male perché non siamo andati lì
a fare spettacolo in quanto quella è la chiesa cattolica, mentre stamattina
eravamo in un ritrovo per hindu. Così, per consolare i parrocchiani ci
fermiamo a prendere il thè con loro e nel frattempo giocoliamo. Raggiungiamo
gli altri in un piccolo villaggio, dove il capo ci introduce e ci spiega che loro
hanno preparato per noi un canto e una danza e che tutto ci viene offerto con
grande amore. Dopo la loro esibizione, tocca a noi e ci esibiamo nel canto
"Halleluja", poi "Volare" e poi facciamo con loro l'"Orchestra
di musica" e quindi gag del palloncino, giochi do magia e chiusura. Tutti
sembrano molto contenti, i bambini di questo villaggio sono stupendi, e la maestra,
Angela, è allegra e coinvolta nei nostri giochi e canti. Terminato lo spettacolo
ci conducono a visitare la loro comunità e prendiamo il thé in casa
del capo villaggio. Inizia a piovere quindi rientriamo. Chiacchieriamo con
Villie, Sprizz e Piripilla e ci raccontiamo un po' di nostre situazioni personali,
per conoscerci di più. Ragazzi sono andati a letto, Nocci e Doccia forse
lavano i panni. Dopo cena si fa condivisione e ci sono pareri discordi sullo
spettacolo di oggi, alcuni sostengono che non vada proprio bene perché
è "preconfezionato", altri che non è andato bene stamattina
perché le condizioni non erano ottimali. Doccia propone di creare qualcosa
di "nostro", non si capisce se ve ne sarà il tempo. Si termina
cercando del bans da fare domattina, quando andremo alla scuola dei bambini. Giovedì
12 agosto 2004 Ore 9.00 entriamo nella scuola elementare, in una aula grande
e vuota ci aspettano un centinaio di bambini, seduti a terra, ordinati e silenziosi.
Ci sono tanti piccoli "topini" dagli sguardi attenti e incuriositi. Ci
fanno accomodare, ci cantano una canzone di benvenuto accompagnati da armonium,
tamburelli e cembali e ci offrono un mazzo di fiori cadauno. Inizia il loro
spettacolo con canti e danze offerte a noi. Tocca a noi ricambiare e tra bans,
canti facciamo la scenetta del palloncino con Bubi e Shrek. I bambini ridono
quasi tutti, ci colpisce un bimbino di 3 anni circa che guarda attento, ripete
tutti i gesti dei bans e canta, ma non ha mai riso. I suoi occhini ci hanno seguito
attenti, ma sembra non sapere cosa vuol dire ridere, anche quando i suoi compagni
ridono di cuore. Siamo soddisfatti di questa mattinata a scuola. Piove e rientriamo
alla missione per provare per lo spettacolo del pomeriggio che terremo alla parrocchia. Ore
15.30 inizia lo spettacolo in parrocchia, la sala è piena, ci sono anche
tutte le bambine del bording a fare il tifo per noi. Qui riusciamo finalmente
a fare lo spettacolo intero e con successo! Torniamo in tempo per una merenda
ottima a base di cocco, noccioline e uva passa cucinata nel succo di cocco. Alle
18,30 ci spostiamo nel bording per assistere allo spettacolo di danza, canti,
poesie condotto dalle bambine del bording. Al termine ceniamo tutti insieme. Le
bimbe sono affezionatissime a noi, ci abbracciano, ci baciano, ci stringono la
mano e vengono a prendere coccole in continuazione. Siamo molto felici! Sr
Marilisa chiede che diciamo qualche parola per salutare e io dico che sono onorata
di essere in una Nazione che ha tanto da insegnarci e che il claun vuole essere
il simbolo della fratellanza India-Italia attraverso la gioia. Dico loro di essere
fieri di appartenere ad una Nazione come l'India. Penso veramente che l'India
sia un grande dono per il mondo. Venerdì
13 agosto Stamattina abbiamo preparato le valigie, l'esperienza nella prima
missione di Thakurnagar è terminata. La sarta mi ha confezionato le bluse
da mettere sotto il sari, abbiamo passato la mattinata nel laboratorio con le
ragazze che studiao taglio e cucito. Il momento più difficile è
stato quello in cui abbiamo salutato le bamine, alcune di loro piangevano e ci
abbracciavano forte e la commozione è stata immensa. La sera in condivisione
ci chiedevamo se fosse possibile che dopo 4 giorni ci si potesse legare tanto
a bambine fino a poco prima sconosciute. Eppure ol bello dell'amore è proprio
questo: arriva e ci sconvolge la vita. Pochi minuti prima non c'era e poco dopo
è divampato un fuoco che non si estinguerà più. Siamo così
pieni di sovrastrutture e di barriere che è praticamente impossibile per
noi essere così liberi da provare un sentimento forte dopo poco tempo che
ci si conosce, qui in India, soprattutto i bambini, sono istintivi e portano subito
a galla ciò che provano esternandolo immediatamente con calore e trasporto.
Questo, per chi non è abituato, spaventa e alo stesso tempo attrae. Guardo
i miei compagni e sono felice che possano provare ciò che io oramai provo
da anni, anche se dovranno imparare il distacco, che non è facile quando
ti affezioni a qualcuno. Il viaggio di ritorno in jeep l'ho fatto dietro, insieme
ai bagagli ed è stato bello vedere passare campi di riso infiniti, palme,
contadine che lavano le loro mucche, paesini con gente che commerciava il pesce
racchiuso in grossi otri. L'autista andava veloce come tutti gli indiani che guidano
e suonava il clacson a più non posso, e il "film" che vedevo
era un film a tratti velocissimo, a tratti fermo. Mentre le immagini passavano
davanti ai miei occhi ascoltavo musica di Enja e di Branduardi e Fratello Sole
e sorella Luna era la colonna sonora adatta a quel ben di Dio che vedevo. Arrivati
a Barrackpore abbiamo trovato una merenda già pronta e le suore ad accoglierci.
La valigia di Bailando è arrivata. Bubi, Doccia e Bailando arrivano dopo
perché sono partiti in treno, il loro viaggio è stato interessante:
hanno aspettato 2 ore alla stazione con Marilisa, perché c'era sciopero
dei treni. Il treno quando è arrivato era pienissimo e sono stati per un'ora
schiacciati e per scendere hanno dovuto lottare. Quando sono arrivati a Barrakpore
hanno preso un pulmino per arrivare in missione e arrivati nella strada di casa,
c'erano pozzanghere così profonde che sono affondati nel fango oltre le
caviglie. Racconta Doccia che ha dovuto vincere lo schifo di entrare nel fango
e questa esperienza li ha colpiti molto. La sera dopo cena nella condivisione
ci sono tante sensazioni: la dolcezza di Sr. Marilisa e l'attenzione materna delle
suore di Thakurnagar, contrapposta alla rigidità delle suore qui a Barrackpore.
Tutte le suore sono sempre gentili con noi, ma qui ci sentiamo meno a nostro agio
e più "sorvegliati". I ragazzi si sentono un po' a disagio perché
hanno limpressione di none sser eben visti. Il risultato della prima missione
comunque è stato splendido e nel cuore di ognuno dei noi è rimasto
il rimpianto di non essere rimasti di più. sabato
14 agosto 2004 Ore 11 ci presentiamo alla St Claret School per lo spettacolo
ai bambini della scuola elementare. La musica finalmente funziona e hanno la cassa
audio. I bambini arrivano puntualissimi alle 12,05, i maestri e le maestre li
sistemano in perfetto ordine e li fanno sedere per terra. Sono tutti bendisposti,
parlano e capiscono l'inglese, partecipano alle nostre scenette, ridono, giocano,
è bellissimo! Tutti sembrano contenti. Grace ci dirà poi di far
mettere i pantaloni a Doccia perché mentre muoveva la gonna nella scenetta
le si vedevano le mutandine
e di non fare la scenetta dell'equilibrista
stendendo il reggiseno, perché qui gli indumenti intimi non si mostrano
mai
Ci adeguiamo e, nel pomeriggio, quando ripetiamo lo spettacolo per le
novizie, Doccia è "vestitissima" e io faccio la scenetta stendendo
solo calzini
I bambini, comunque erano felicissimi e noi sembravamo degli
attori per come ci hanno considerati. Andiamo a pranzo alle 14.00 e alle 15.00
abbiamo il secondo spettacolo alla casa delle Novizie per le novizie delle Suore
della Provvidenza e per quelle delle Suore Carmelitane e per quelle delle suore
di St Anna. Tutte ragazze sui 17-19 anni che si divertono tantissimo- Anche le
loro superiore, dapprima molto serie e compassate non resistono alla scenetta
della "Donna di campagna e donna di città" e alla scenetta del
Palloncino e scoppiano a ridere. Dopo lo spettacolo sono tutte più rilassate
e contente e si chiacchiera con loro sorseggiando un thè al cardamonio
e mangiando una pallina dolce di riso. Anche oggi è stata una giornata
soddisfacente e completa. Domenica
15 agosto Mi sveglio alle 5.00 e alle 6 siamo in strada per la messa che si
officia nella parrocchia del seminario. Donne dai sari eleganti stanno sedute
a terra sulla destra e gli uomini tutti a sinistra. La messa è troppo lunga
per noi, anche perché è celebrata in bengodi e quindi non capiamo
nulla. Ma le musiche e i canti accompagnati da armonium, tamburi e cembali sono
affascinanti e mi incantano. Mi incanto sempre a guardare questo popolo così
bello e a sentire i loro suoni armoniosi, è come se tutto trasudasse di
una spiritualità pura, primordiale, innata in ognuno di queste persone.
La messa è cattolica, ma non credo abbia importanza, la devozione e l'amore
che si percepisce nei partecipanti è pura spiritualità, non necessariamente
legata ad una religione. Oggi è il Giorno dell'Indipendenza indiana,
quindi al termine della messa assistiamo all'alza bandiera che porta in alto la
bandiera indiana ricolma di petali di fiori che si apre una volta issata, lasciando
cadere una pioggia di fiori. Nel pomeriggio, per festeggiare l'Indipendence
Day c'è una gara delle scuole superiori di canto, danza singola, cori e
danza di gruppo. I costumi sono stupendi e le danze affascinanti e coinvolgenti.
La bravura delle ballerine è davvero notevole, calcolando che sono studentesse
e non ballerine professioniste come invece sembrano ai miei occhi. Ogni cosa
che vedo qui è fonte in qualche modo di emozione per me che sono abituata
a vivere in Italia una vita razionale fatta di problemi che quando sono qui mi
sembrano inesistenti. Qui le emozioni si vivono a manciate nel bene e nel male.
La povertà a volte sembra "finta" tanto è assoluta e forte,
e allo stesso tempo sembrano "finte" anche certi volti dai lineamenti
perfetti, i colori del verde, le palme, i colori dei sari, le piogge forti e incessanti,
la gioia delle bambine quando ci vedono
Oggi ho scritto sms di buon ferragosto
agli amici in Italia e ho scritto "vi mando il profumo della mia India".
Il "mia" stava non per possesso, ma per le "mie sensazioni",
come vivo io l'India e come vorrei condividerla con tutte le persone che ho care.
Non so come spiegare, qui non c'è nulla di sbagliato per me, nemmeno la
povertà, ma è un concetto non facile da spiegare. La povertà,
questo tipo di povertà, può essere possibile solo in un Paese come
l'India dove la Legge del Karma ha una collocazione reale e non solo da leggere
in un libro di spiritualità indiana. Qui sembra di sentire il respiro consapevole
delle migliaia di Santi che hanno calpestato e ancora calpestano questo sacro
suolo. Alle 21.00 siamo alla fermata della corriera di Bharasat in attesa di
partire per Putirai. La corriera arriva alle 22.00 è abbastanza vecchia,
i sedili sono sdruciti e sgangherati, ma è buio e non vediamo bene. Ci
sistemiamo nei nostri posti e mettiamo i bagagli in 2 sedili che abbiamo prenotato
in più. Lunedì
16 agosto 2004 Dopo aver viaggiato tutta la notte tra sbalzi e scossoni, alle
6.00 la corriera si ferma per un guasto alla ruota, non ripartiremo prima delle
9,30. Il caldo è allucinante, siamo sporchi e provati. Andiamo a fare la
pipì in un centri Esso, dove c'è un gabinetto alla turca senza acqua.
Oramai siamo pronti a tutto rassegnati. Qui in India la virtù della pazienza
si impara a forza. Si riparte alle 9.00 circa, arriviamo a Putiram alle 13,30
e scarichiamo i bagagli. Le suore di Kumarganji sono venute a prenderci, ma dato
che ritardavamo sono andate a Putiram e non possiamo avvisarle perché il
telefono in missione non funziona. La suora che è con noi Tresiama chiama
2 taxi e ci stipiamo noi e i bagagli con un caldo sempre più insopportabile.
Un'altra mezz'ora di viaggio e siamo a Khumarganji. Pranziamo, doccia, lavaggio
dei panni e .. a letto! Alle 16,30 ci sveglia la suora perché le donne
del villaggio sono arrivate per imparare a fare decupage. Villie è distrutta,
ma si alza e spiega i primi rudimenti, chiedendo loro di portare materiale dopodomani
per il laboratorio. Nel frattempo decorano un paio di pietre e un barattolo di
vetro. Alle 18.30 compaiono anche gli altri per il thè, siamo tutti
privatissimi, il caldo è forte e la luce va e viene. Alle 19.30 si
cena e dopo cena ritagliamo fiori per il decupage di domani. Martedì
17 agosto 2004 Questa mattina siamo partiti per i villaggi, insieme al prete
della parrocchia della missione. Bailando, Doccia e Shrek hanno preso la bicicletta
e gli altri con 2 suore siamo andati sulla carretta di legno trasportata da ciclisti.
Il caldo è stato intenso già di prima mattina e abbiamo lasciato
litri di sudore per tutto il percorso. Il costo di ogni carretta andata e ritorno
è ammontato ad 80 rupie, circa 1 euro e settanta. La fatica dei ciclisti
però è stata immane. Nel primo villaggio il prete ha celebrato
la messa e dato che non c'è una cappella, ha officiato in casa del capovillaggio,
nel cortiletto antistante la casa, coperto la ondulato. Ci spiega che le famiglie
cristiane in questo villaggio sono solo 4. In pochi minuti il cortile è
pieno, siamo tutti seduti a terra. Tutti conoscono i canti e tutti seguono la
celebrazione con attenzione e devozione. Dopo la messa i padroni di casa ci offrono
il pranzo a base di riso, dhal e patate piccantissime. Io mangio un paio di banane
e sto benissimo. Terminato il pranzo, ci spostiamo fuori sotto un albero, dove
insegniamo decupage alle donne e Sprizz insegna a fare i braccialetti. Gli
altri fanno un po' di giocoleria con i bambini. Qui le donne sono abbastanza
anziane, o almeno così sembrano e non capiamo quanto possano essere interessate
a quanto stiamo loro spiegando. Al termine risaliamo sulla carretta e andiamo
in un secondo villaggio, qui c'è la chiesa. Ci sistemiamo fuori e proponiamo
lo stesso insegnamento di prima. Qui le donne sono più giovani e sono molto
interessate al decupage. Scelgono le immagini da sistemare e ci portano una sedia
e una panca da decorare. Una di loro sceglie degli angioletti da mettere nella
porta delle sua casa. Restiamo circa un'oretta, e poi ientriamo alla missione. Il
percorso in carretta è durato circa 1 ora, ma la lentezza de4l mezzo ci
ha dato modo di vedere laq bellezza del paesaggio, dove si sono susseguiti laghetti,
fiumi, risaie e campagna e dove abbiamo potuto osservare buoi al lavoro per arare
i campi, bambinetti che pescavano il pesce, contadini che raccoglievano o aravano. Mentre
passavamo tutti rimanevano incantati a guardarci. Tante immagini mi passano alla
mente: occhi spalancati per lo stupore, sari di cotone coloratissimi, bambini
nudi, donne che si lavano nei laghi, bambini immersi nel fango a raccogliere pesciolini,
la gratitudine delle donne dei villaggi alle quali abbiamo insegnato poche cose,
ma che forse per loro saranno importanti. Rientriamo in missione giusto in
tempo prima che scoppi un fortissimo temporale. La luce non c'è e ci
tocca trascorrere una nottata al caldo, senza ventilatori e in compagnia delle
zanzare. Facciamo una condivisione al buio. Ci chiediamo se ciò che
facciamo serve, se le donne poi potranno comprarsi il materiale per le decorazioni,
e ci ripromettiamo di parlare con le suore domani mattina per chiedere loro cosa
ne pensano. Mercoledì
18 agosto 2004 Quasi tutti abbiamo dormito male e poco a causa del forte caldo
e delle zanzare. Villie, Bubi, Sprizz ed io rimaniamo in missione, gli altri vanno
con le suore a distribuire medicinali ai villaggi. Noi prepariamo il materiale
per il decupage, nel pomeriggio infatti torneranno le donne dei villaggi vicini.
Bubi costruisce un aquilone e Villie delle girandole, io e Sprizz ritagliamo.
Ritagliare la carta è un lavoro che richiede concentrazione e per me è
come una forma di meditazione. Chiacchieriamo tra noi e approfondiamo la conoscenza
reciproca. Alle 12,30 pranziamo, i ragazzi che sono andati ai villaggi non
sono ancora tornati, arrivano alle 13,30. Ci raccontano che sono stati distribuiti
medicinali a circa 200 persone, ad ognuna di loro sono stati chiesti i sintomi
e vengono distribuite medicine avvolte nella carta del giornale. Lo sciroppo per
la tosse viene messo nei contenitori che ogni persona porta. Non si danno tante
medicine per evitare che se le rivendano. Nel pomeriggio abbiamo la conferma
che quando stiamo facendo è veramente utile: sono arrivate tre donne dal
villaggio dove siamo stati ieri perché le loro compagne avevano parlato
loro di noi ed erano curiose di imparare. Altre donne arrivano e portano pezzi
di legno da decorare e vasetti in vetro. Decoriamo dei vasi di terracotta. Una
delle donne ha portato il marito che scrive e prende nota del materiale che serve
per il decupage. Le donne sono interessatissime vorrebbero imparare tante cose,
ci chiedono di insegnare loro a fare le bambole, ma Villie non ha portato il modello
e qui sembra che non ci siano macchine da cucire. Siamo veramente soddisfatte. La
condivisione della sera è profonda e Doccia ha portato un gomitolo di lana
così facciamo il cerchio degli apprezzamenti. Shrek tira il gomitolo a
me e dice che mi apprezza perché come capogruppo sono presente, ma non
impositiva. Mi fa molto piacere questo perché desidero lasciare al gruppo
la massima libertà di espressione. Questo gruppo è molto "individuale",
nel senso che ci sono tante personalità forti che emergono e altre che
vanno per conto loro, questo non facilita la coesione di gruppo, ma non ha molta
importanza dato che comunque ognuno fa la sua parte e c'è tra ognuno di
noi rispetto e accettazione. Giovedì
19 agosto 2004 Questa mattina mi alzo presto e vado in terrazza a fare gli
esercizi di Ricarica e Yoga. C'è una bella arietta e il sole non è
ancora caldo. Il panorama è bellissimo e tutto ti mette in armonia con
il mondo intero e la giornata inizia con una grande gioia. Al villaggio con
le suore a distribuire medicinali vanno Bailando, Shrek e Piripilla, gli altri
rimangono a ritagliare per il decupage. I ragazzi che sono andati nei villaggi
tornano alle 14,30, distrutti dal caldo e da ciò che hanno visto. In questo
villaggio era la prima volta che l suore e il sacerdote andavano, quindi c'era
inizialmente una certa diffidenza della gente ad avvicinarsi, si informavano tra
loro per capire se ciò che veniva dato era una cosa buona o no. Poi, una
volta rassicurati, si mettevano in fila a ricever i medicinali. C'erano anche
malati di lebbra che però venivano indirizzati all'ospedale, ma alcuni
di loro quando li si consigliava di andare a farsi curare ridevano: è impensabile
perdere una giornata di lavoro e inoltre chi da loro i soldi per il trasporto?
Così la lebbra avanzerà fino a quando non si perderanno gli arti.
C'era un bambino immerso nei suoi stessi escrementi al bordo della strada e tanti
uomini e donne e bambini pieni di scabbia. Anche qui alla missione, molte delle
bambine sono piene di scabbia e hanno un aspetto trascurato, infatti ci chiedevamo
se le suore potessero fare di più per tenerle in ordine e pulite, in quanto
durante il giorno indossano vestitini sdruciti, sporchi con le cerniere rotte.
Villie chiede se hanno una macchina da cucire e con sr Fiorella (il suo nome in
bengali significa Fiore, così l'abbiamo chiamata Fiorella) vanno a tagliare
e cucire una gonnellina. In pochissimo tempo la gonna è pronta e una bimba
la indossa. E' una bimba piena di scabbia, sembra triste e ci fa un certo effetto
vederla in questo stato. Lasceremo il modello della gonnellina così potranno
farne tante con poco tempo e pochi soldi. Nel pomeriggio Bubi dipinge dei vasi,
li lasciamo decorati e dipinti perché possano fare un mercatino con le
donne, magari per Natale e ricavare qualche soldino per la missione. Vili e
Bubi trasformano un paio di scatoloni in un gioco: si applica su un lato il disegno
di una rana in uno e di un leone in un altro con la bocca aperta (ritagliando
il cartone) dentro il quale i bambini dovranno tirare delle palline. Nel pomeriggio,
con fatica si fanno due file di 100 bambine e si gioca. Alle 17,00 ci aspetta
il prete per giocare con i maschietti, pensiamo di andar lì e cantare e
giocare con loro, invece li troviamo tutti seduti in ordine sotto il sagrato della
chiesa e capiamo che si aspettano un nostro spettacolo. Così in pochissimi
minuti ci attiviamo per prendere il materiale che ci serve per lo spettacolo e
iniziamo con Bans, gag del palloncino, gag donna di città e di campagna
e magia con Shrek. Tutti fluisce con semplicità e collaborazione, ognuno
sa la sua parte e la svolge con competenza. Dopo cena condivisione con intervento
di zanzare, rane e mantidi religiose che attraversavano la scena, con conseguenti
sbalzi nostri e urla
Nocciolina è un po' in crisi, dice di non
sentirsi parte del gruppo e di vivere un momento negativo. Tutto il gruppo la
supporta e la rassicura sul fatto che anche lei, come tutti è utile alla
missione. Villie dice che anche lei è in crisi perché il vedere
le bambine della missione in questo stato, la fa sentire impotente, non capisce
cosa si possa fare per poterle tenere più in ordine e pulite. Io penso
che le suore facciano il massimo possibile e che sono solo in 5 e oltre ad occuparsi
di 200 bambine, fanno prevenzione, distribuiscono medicinali, vanno nei villaggi
a formare gruppi di aiutoaiuto per le donne e data l'immensità di quanto
c'è da fare in India, anche una piccola goccia è importante. Forse
non si riuscirà a cambiare molto, ma quel poco che possiamo fare lo stiamo
facendo tutti e come dice Madre Teresa tante gocce fanno l'oceano. Sprizz guida
una meditazione finale in cui ci prendiamo per mano, ci accarezziamo le mani e
dondoliamo insieme inviandoci energia e supporto. Venerdì
20 agosto 2004 Ore 7,30 esercizi di ricarica e Yoga in terrazza. Colazione
e mattinata di relax per tutti, chi si è dedicato a sistemare i vasi a
cui è stato applicato il decupage, con la vernice, chi ha scritto il diario,
chi ha riposato. Bailando si è dedicato alla cucina e ha preparato gli
spaghetti (che abbiamo portato noi), al pesto e il pesce con le patate. Il pesce
qui è di stagno ed è spinosissimo. La pasta ha avuto successo anche
con le suore. Nel pomeriggio abbiamo assistito alle danze delle bimbe per noi
e abbiamo fatto noi a loro il nostro spettacolo, che è riuscito benissimo
anche senza musica. Le bimbe anche se vestite poveramente avevano gli abitini
puliti e in un ceto qual modo sistemati alla meglio, erano pettinate e ben lavate. Alle
18,30 Villie ed io siamo andate a pregare nella piccola cappella del villaggio,
è una cappella rotonda, c'erano donne, bambine e bambini, faceva tanto
caldo. Il vedere i bambini e le bambine pregare mi ha commossa, stanno fermi,
immobili, con un caldo insopportabile per 1 ora e mezza in ginocchio o seduti
per terra e il loro sguardo non è mai assente, ma colmo di una devozione
spirituale molto forte. Per andare alla cappella si passa dal bording dei bambini
e passando è stato bello vederli tutti sparsi sul prato e sul sagrato con
i loro libri e quaderni intenti a studiare. A cena mancava ancora una volta
la luce, anzi era andata già via mentre pregavamo in cappella, qui è
proprio comune, la luce va via costantemente. Oggi ho dato ai ragazzi il telefono
della missione e così alcuni di loro hanno potuto farsi telefonare da casa.
La nostalgia di casa serpeggia nel gruppo, nessuno di loro è abituato a
stare tanto tempo lontano da casa e a non poter comunicare se non per sms al cellulare. La
condivisione della sera si è accentrata sul malessere di Nocciolina che
ha avuto notizie da casa che hanno rattristata e sembra proprio non riuscire a
godere questa missione con serenità. Il gruppo l'ha sostenuta e appoggiata
e al termine della condivisione abbiamo recitato insieme una preghiera di guarigione. Sabato
21 agosto 2004 Questa mattina un gruppo è andato con le suore e padre
John Kennedy ai villaggi, mentre i ragazzi, Sprizz ed io siamo rimasti a sistemare
le nostre cose, dato che oggi pomeriggio andremo a Patiram. La missione a Kumargandji
è terminata e anche il questo caso il bilancio è positivo: -
abbiamo insegnato a tante donne dei villaggi a fare decupage con oggetti che possono
rivendere e a fare le girandole e ad avere speranza nelle loro capacità; -
abbiamo insegnato alle suore a fare gonnelline per le bambine - abbiamo distribuito
medicinali nei villaggi con le suore - abbiamo giocato e fatto spettacoli alle
bambine e ai bambini - abbiamo fatto un aquilone (Bubi) - abbiamo sopportato
caldo incredibile, mancanza di luce, insetti di ogni genere, nostalgia di casa,
tristezze e/o afflizioni di vari componenti del gruppo, stanchezza, malesseri
vari
E siamo ancora pronti a portare gioia e a proseguire questa missione
a Patiram. Quindi sono pienamente soddisfatta. Alle 16,15 partiamo per Patiram,
arriviamo e troviamo ad attenderci la nuova superiora: Sr Emanuela e sr Molly
con sr Prophulit e le due maestre con le bimbe. Si svolge il rito del lavaggio
delle mani e del canto di benvenuto delle bambine, le quali al termine del loro
canto ci chiedono di cantare "Halleluja" (se lo sono ricordato da quando
a febbraio lo avevamo insegnato loro). I ragazzi dormono nella parte dove ci
sono gli appartamenti del Father e noi siamo sistemate tutte e sei in una stanza
nella casa centrale. Si prende un thè con una fetta di torta fatta dalle
suore per noi e poi ognuno va a sistemarsi nelle stanze. Andiamo a trovare i ragazzi
che stanno in una stanza a tre letti un po' piccola per la verità e anche
se i letti sono più lunghi di quelli che avevano a Kumardganji, il materasso
è sottile e hanno un solo ventilatore che non arriva a fare aria a tutti. Noi
6 invece stiamo abbastanza bene, nonostante la miriade di zanzare. Dopo cena
rimaniamo un'oretta a parlare dell'episodio che stamattina hanno affrontato Doccia
e Nocciolina: da un gruppo di bambini con cui stavano giocando, sono partite delle
pietre lanciate verso di loro, non si sa se per gioco o per dispetto. Pare che
a lanciarle sia stata una bambina, poi rimproverata da un suo compagno, ma una
pietra non piccola ha colpito Nocciolina alla testa e lei giustamente si è
risentita e così si sono alzate e hanno interrotto il gioco. Doccia nei
giorni precedenti si lamentava anche del comportamento delle bambine di Kumardganji,
troppo "invadenti" che le mettevano le mani addosso e in faccia tutte
insieme (e dato che sono 200 bambine
), senza tenere conto del suo disagio.
Abbiamo ipotizzato che lei si dimostrasse un po' troppo entusiasta e pronta a
giocare con loro e che loro non sentissero quindi un limite al gioco che diventava
poi invadente e fastidioso per lei. Allo stesso tempo abbiamo ipotizzato che nella
cultura indiana le donne sono molto composte e che l'atteggiamento magari un po'
"libero" di Doccia e Nocciolina possa aver dato fastidio a quella bambina
che magari le scherniva. Il padre John Kennedy e sr Teresa non sapevano spiegarsi
quel comportamento. Sr Emanuela ieri sera ci diceva che il questi villaggi ci
sono tribù Sandali che non sono né cristiani, né Hindu, ma
animasti, e che non hanno alcun tipo di educazione. Alle 21.30 siamo andati
a letto. Domenica,
22 agosto 2004 Ho dormito pochissimo, i cani hanno abbaiato per buona parte
della notte, alle 3,30 il gallo ha iniziato a cantare, alle 5,00 mi sono alzata,
alle 6 ho deciso di meditare perché non riuscivo più a dormire. Colazione
alle 8.00. Facciamo il piano per i prossimi giorni, ci attendono i seguenti
lavori: Lunedì e martedì: mattino e pomeriggio, laboratorio di
manualità con le donne dei villaggi (circa 30 donne) Lunedì,
martedì, mercoledì, giovedì: dalle 8 alle 12,30, laboratorio
a scuola con i bambini, suddiviso in tre trance: dalle 8.00 alle 9,30 scuola materna;
dalle 9,30 alle 11.00 dalla 1a alla 3a elementare, dalle 11.00 alle 12,30 dalla
4a alla 5a elementare. Pensiamo di farli giocare, di fargli dipingere un lenzuolo,
di preparare gli scatoloni per il tiro a segno delle palline. Molly ha già
preparato il materiale per il decupage con le donne. La missione di Patiram
mi piace, ha uno spazio aperto di prato davanti che dà un senso di libertà.
Sul retro c'è un laghetto. Ieri sera il tramonto era spettacolare: una
palla di fuoco arancione si andava a coricare tra le palme. Nel pomeriggio
abbiamo lavorato con circa 40 donne dei villaggi, alcune sono arrivate da villaggi
lontani e si fermeranno a dormire in missione. Imparano subito a dipingere vasi,
a ritagliare fiori, ad applicare. Sono molto felici di imparare e, consideravamo
che hanno rinunciato ad un paio di giorni di lavoro per venire a imparare una
tecnica. Un altro gruppo prepara le palline per giocolare con carta di giornale,
colla e palloncini rotondi. Per la merenda del pomeriggio le suore ci hanno
fatto trovare cocco tritato con riso soffiato. Nella condivisione della sera
sono emerse alcune motivazioni che hanno portato il gruppo a venire in missione. Lunedì
23 agosto 2004 stamattina dalle 8.00 alle 12 abbiamo fatto giocare 3 gruppi
di bambini, i primi dagli 8 ai 12 anni, poi dai 5 agli 8 e quindi dai 3 ai 5. Abbiamo
detto che siamo "Missionari della gioia" clown e che portiamo gioia
e amicizia. Ci siamo presentati e poi abbiamo insegnato loro le parti principali
del corpo affinché capissero i bans che avremmo cantato poi. Siamo quindi
passati al canto dei bans: Sciusciuscià, Zigozago, Se sei felice. Abbiamo
quindi fatto fare loro il gioco di fiducia della macchina con il clacson e concluso
con Alleluia e il saluto del Mimo. Lo stesso programma lo abbiamo svolto con
il secondo gruppo, togliendo il gioco di fiducia e aggiungendo "Uomini della
Filubusta" con bambine contro bambini. Con i piccolini abbiamo fatto solo
Bans. Nello stesso tempo Villie e Sprizz hanno lavorato con le donne dei villaggi,
le quali sono aumentate e le nuove hanno portato ognuna un vaso da decorare. Il
laboratorio delle donne è proseguito con enorme successo al pomeriggio
e per ringraziarci le donne ci hanno offerto una danza portando sul capo i vasi
che avevano decorato, mentre una anziana e due bambini suonavano cembali e tamburi
per accompagnare le danze. Le danze sono proseguite con la nostra partecipazione,
abbiamo formato un piccolo cerchio e a turno una delle donne andava al centro
e improvvisava una danza che le altre ripetevano. Questo è stato un momento
molto aggregante ed è stato particolarmente interessante vedere come donne
di tutte le età e di lingue e culture diverse, che non erano in grado di
parlare la stessa lingua, si sintonizzavano attraverso il lavoro comune svolto
in questi due giorni e la danza. Sono stati decorati circa 40 vasi, una sedia
e 2 panchette di legno. Abbiamo praticamente finito il materiale che avevamo portato
(colori, vernice, fogli da ritagliare). Oggi è arrivato un prete che
avevamo conosciuto a Barrackpore, alla scuola St Claret, e vedendo tutto il lavoro
fato con le donne ci ha chiesto se al rientro a Barrackpore avremmo potuto tenere
un laboratorio con i seminaristi, ma dato che non abbiamo più materiale
abbiamo dovuto rimandare al prossimo anno. Dopo cena la condivisione è
stata incentrata proprio sul laboratorio con le donne, tutti eravamo veramente
soddisfatti di come è andato. Nocciolina ha detto che le mancano le uscite
nei villaggi. Al termine della condivisione abbiamo rifatto il gioco del gomitolo-apprezzamenti. Il
Italia oggi alcuni hanno ripreso a lavorare, infatti mi sono arrivate alcune telefonate,
comincio a rientrare nel clima delle cose da fare al mio rientro. Martedì
24 agosto 2004 Prima di pranzo ho preso un antistaminico che mi ha messa KO
e sono entrata in un coma soporifero, ma il caldo è talmente forte che
mi sono alzata totalmente fradicia di sudore. Dalla finestra della camerata dove
dormiamo vedo le bambine del bording che giocano nel prato, le ragazze stanno
facendo il bucato in terrazza. Stamattina abbiamo fatto un bel lavoro con
i bambini: li abbiamo fatti disegnare, il tema era. "JOY". Hanno fatto
dei disegni bellissimi, fiori di loto immensi, coloratissimi. Questo popolo ha
una fantasia, un senso artistico e creativo meraviglioso. Viene da chiedersi veramente
perché sia rimasto così arretrato. Con i piccolini abbiamo steso
a terra un lenzuolo bianco, abbiamo pennellato i loro piedini e le manine con
i colori e abbiamo messo le loro impronte sul lenzuolo. Al termine abbiamo messo
anche le nostre impronte e le nostre firme. Anche oggi ha cucinato Bailando:
polpette di riso, purè di patate e frittata di patate. Oggi pomeriggio
abbiamo riposato un po' tutti, lavato panni, chiacchierato, fatto braccialetti. La
condivisione di stasera si è accentrata su quanto ha detto Villie, ovvero
che non si sente a suo agio in questo posto e con questa gente e che non riesce
a capacitarsi che le bambine del bording siano tenute così male, che non
capisce come si possa vivere in queste condizioni. Piripilla ha cercato di
farle capire che le condizioni di queste bambine sono ottimali perché nei
villaggi non avrebbero modo di studiare e che quello che qui mangiano, che sono
pulite, e che sono seguite, ma non c'è stato modo di farla ragionare. Da
lì la discussione si è spostata sugli usi diversi tra noi e qui.
Doccia e Nocciolina parlavano delle ragazze che fanno le cuoche e che aiutano
a fare le pulizie qui in missione, sono due ragazze di 15 e 16 anni che non hanno
sosta dalla mattina alle 4,30 alla sera e che dormono in due in una brandina sulle
scale. Per loro queste ragazze sono sfruttate dalle suore. Io ho dato un'altra
interpretazione: qui si lavora e ci si dà da fare e non lo si fa perché
si lavora dalle 8.00 alle 17.00 e si bolla la cartolina, ma si lavora e basta
con coscienza finché c'è da lavorare. D'altra parte anche le suore
non si trastullano, anche loro si danno da fare tutto il giorno. Mi viene da
considerare quanto sia difficile calare la nostra "piccola" mentalità
nella realtà locale, capire che qui le donne hanno un modo di agire e di
rapportarsi all'uomo molto diverso dal nostro sembra essere difficile, così
come pure accettare di vestire in maniera più "castigata". D'altra
parte qui non si vedono donne fare effusioni a uomini, non si vedono donne che
vanno in giro in pantaloncini e canottiere, hanno tutte il chulidar o il sari.
E, se noi siamo i visitatori, io credo che sia importante rispettare queste usanze
e adeguarci, questo per non creare scandalo nelle loro teste. Mercoledì
25 agosto 2004 questa mattina abbiamo lavorato con i bambini sulla scia di
quello che abbiamo fatto ieri, chi ieri aveva giocato con le palline, oggi ha
disegnato e viceversa. Prima però abbiamo cantato con loro e fatto un ban. Con
i più piccolini abbiamo creato un percorso con ostacoli e tiro delle palline,
mentre un gruppo disegnava e poi c'è stato il cambio. Oggi il caldo
è molto forte e c'è un'aria di pioggia che provoca una grande umidità,
si suda anche solo a parlare. Bailando oramai è stato acquisito come
cuoco e quindi mentre noi giocavamo con i piccoli, lui ha cucinato pollo con patate,
zucchini e patate fritte. Pomeriggio sfidando un temporale, siamo andati a
visitare un tempio fondato alla fine dell'800 da un Guru a Patiram, il tempio
è tenuto bene, ci sono tante piccole cappelle con dentro ognuna una divinità,
in modo che i fedeli possano pregare e fare le offerte alla divinità a
cui sino devoti. Nel tempio c'è una casa di riposo del pellegrino, dove
i devoti che vengono da lontano possono riposare e rifocillarsi. Alcune vacche
nella stalla sono le offerte dei devoti quando ricevono le grazie dalla divinità.
Il tempio è portato avanti dal figlio del guru, che non si pone come guru,
ma come continuatore del lavoro del padre. Dopo il tempio siamo andati a visitare
una caserma militare, ci è stato offerto un chai (thè indiano con
latte e spezie) nella sala ufficiali. Ci ha fatto da guida un ufficiale del Kerala,
amico di Molly. Qui Villie ha notato un'altra faccia dell'India: i bambini
che abbiamo incontrato, figli dei militari, sono ben vestiti, curati e puliti. Al
villaggio, come al solito, siamo stati oggetto di osservazione di tutti. Il
cielo all'imbrunire si è ricoperto di nuvole rosa e una luce surreale si
è diffusa per il villaggio. Sagome di carretti, di correre si stagliavano
in questa luce rosata. Un pensiero mi è passato alla mente: un indiano
che vive in uno di questi villaggi, come può trovarsi in una città
come Londra, New York? Come può restare lontano da questa libertà,
da questi colori? Da questi odori? Ho raccolto da terra un fiore caduto, il suo
colore di sfondo è bianco e dal centro si dipartono sfumature giallo oro
e giallo sole, nonostante sia caduto da qualche tempo, emana un profumo intensissimo,
un misto tra gelsomino e mughetto. Non tutti gli odori però qui in India
sono piacevoli, quando entriamo nella stanza dove le bambine dormono, la mattina,
per fare lezione, l'odore acre del loro sudore è fortissimo. L'odore dello
sterco passando per le strade dei villaggi è altrettanto forte, così
come quello dei cibi speziati. Questa sera la condivisione è scarna:
abbiamo riassunto il lavoro fatto durante il giorno e le esperienze del pomeriggio.
Quando i ragazzi sono andati a dormire, noi siamo rimaste a parlare con le ragazze
e con le suore. Giovedì
26 agosto 2004 Ultima mattina di giochi con i bambini. Abbiamo iniziato dai
piccolini e dopo i soliti bans e canzoni iniziali, li abbiamo divisi in due gruppi:
il primo gruppo seguiva un percorso a difficoltà e il secondo in cerchio,
ha cantato bans e giocato al "Gatto e Topo". Il percorso a ostacoli
è proseguito anche con i ragazzini dell'età di mezzo (5-8 anni),
mentre metà del loro gruppo faceva lavoretti manuali. Il gruppo dei
grandi (8-12 anni) ha lavorato al ritaglio di figure (girotondo di bambini, gatto,
elefante, cuori, ecc.). Oggi Bailando ci ha cucinato Pasta al pomodoro fresco
e purè di patate. Le ragazze hanno cucinato i soliti chapati, tegolini
e melanzane fritte. In questo momento sta diluviando, vedo davanti a me la
campagna verdissima, il cielo grigio uniforme e il laghetto mosso dalla pioggia.
La luce va e viene, siamo in cucina Piripilla ed io a scrivere il diario. Quando
piove si sta bene, perché soffia un leggero venticello e dato che le finestre
sono tutte aperte, la corrente che si crea è piacevole, tranne beccarsi
un accidente
Visita all'Ospedale per malati di TBC delle suore di Madre
Teresa. La casa-ospedale si trova a 500 metri dalla missione. Riceviamo un'accoglienza
inaspettata: i malati sia uomini che donne sono vestiti a festa, magliette e camicie
bianche gli uomini e i ragazzi e saree verde con corpetto arancio le donne. Ci
hanno preparato un "Program" che consiste in un paio di danze e nel
canto "Welcome". Lo spettacolo si svolge nel corridoio sul quale si
affacciano le stanze dei malati e la cappella delle suore. Rimaniamo piacevolmente
sorpresi dalle danze, le donne sono abbigliate a festa e indossano i gioielli
delle occasioni speciali della tribù Sandali. Al termine della loro
esibizione noi ricambiamo cantando per loro: Halleluja, Jambo, O Sole mio, Volare. Le
suore ci fanno visitare le stanze, i malati attualmente presenti sono 147 tra
uomini e donne, una lavagnetta segna il numero di letti occupati. Una suora ci
spiega che un malato per curarsi necessita da 6 a 8 mesi e che loro prendono nota
delle richieste di ricovero che arrivano e quando si libera un posto avvisano
il malato. La suora ci fa vedere il letto dove è avvenuto il miracolo di
Madre Teresa: ad una donna giovane era stato diagnosticato un tumore all'intestino
e doveva essere operata con poche possibilità di sopravvivere all'operazione,
la notte prima dell'operazione le donne e le suore si riunirono in preghiera e
la donna che non poteva alzarsi dal letto, si volse a pregare guardando una foto
di Madre Teresa che si trovava proprio sul suo letto. Ad un tratto vide venire
dalla foto una grande luce e si ritrovò guarita. Il mattino dopo la portarono
all'ospedale, e i medici non seppero spiegare quello che era avvenuto, il tumore
non c'era più. Questa donna ora sta bene, si è sposata, ha avuto
2 figli che studiano nel bording della missione delle Suore della Provvidenza. Mentre
visitavamo la casa, abbiamo notato una bacheca dove sono scritti i nomi di tutte
le suore che hanno iniziato insieme a Madre Teresa la Missione delle Suore della
Carità e le loro date di nascita e di morte, così abbiamo tutti
potuto notare una strana coincidenza oggi, 26 di agosto, è il compleanno
di Madre Teresa. Dato che non credo nelle coincidenze, questo per me è
stato un messaggio divino. La sera stessa, durante la preghiera con le suore un'altra
coincidenza: uno dei canti scelti è stato: "Make me an instrument",
basato sulla Preghiera Semplice di San Francesco. Io, oltre al mio Maestro, lo
Yogy Paramahansa Yogananda, ho due immagini di ideali: madre Teresa, per la sua
costante attività a favore dei sofferenti e dei più poveri tra i
poveri e San Francesco, per la sua capacità di rinuncia agli attaccamenti
mondani e per il suo amore per tutte le creature. Io termino sempre i corsi di
formazione con la Preghiera semplice di San Francesco. Oggi visitare la casa di
Madre Teresa dove è avvenuto il miracolo che l'ha fatta beatificare, proprio
nel giorno del suo compleanno, e sentire cantare dalle suore la "Preghiera
semplice" per me è stato un segno della benedizione divina sulla nostra
missione, proprio oggi che è terminata. Anche questa sera alla missione
c'è stata una piccola messa officiata da due padri, per le tre suore +
Sprizz, Piripilla, Villie ed io. La preghiere della sera è un momento che
aspetto con piacere perché mi permette di metabolizzare tutto quanto è
accaduto durante la giornata e di poter meditare in silenzio lasciando che le
emozioni si calmino. La condivisione di gruppo stasera ha avuto come soggetto
principale l'emozione di aver visitato le suore di Madre Teresa, e di aver visto
dal vivo il famoso saree della Madre indossato dalle sue suore. Venerdì
27 agosto 2004 Stamattina abbiamo il tempo di sistemare le valigie e di lavare
i panni. Alle ore 11.00 programma dei bambini della missione per noi: iniziano
con una danza della luce, a cui segue il canto di benvenuto e danze sandali e
bengali. Il nostro programma segue il loro: scenette e magia. Oggi piove,
noto che ogni volta che dobbiamo partire da una missione piove, lo stesso è
stato nelle altre Missioni e pure in Romania e in Birmania. Piange il cielo e
piangiamo noi per lasciare tanti amici fraterni. Mentre sto scrivendo questo
diario mi arriva un sms da un amico che amo molto, che dice: "Non preoccuparti
per il tuo viaggio di ritorno, molte stelle ti seguiranno. Prendi l'ultima immagine
dell'India e mettila nel tuo cuore. Enjoy!" Ecco, questo è proprio
quello che sto cercando di fare: guardo tutto ciò che mi circonda come
se volessi riempirmi gli occhi di tutte queste bellezze: i tramonti rosa, le palme
e le risaie, i sorrisi e gli occhi dei bambini, i saree e i chulidar delle donne,
i villaggi poveri ma colmi di gente ospitale che sorride, l'accoglienza tipica
indiana, la capretta nera della missione lasciata in dono alle suore in cambio
dell'ospitalità di una bambina; per l'aura della luna ieri sera, il laghetto
che ho di fronte e le bimbe che vi immergono i piedini, i contadini che arano
i campi di riso con i buoi, le auto strapiene di persone che ci salutano sorridendoci,
i saree stesi al sole davanti alle capanne e sui prati. Questa sera abbiamo
cenato presto, una preghiera tutti insieme nella piccola cappella delle suore
e poi chiudiamo le valigie e tutti scortati dalle suore e dalle ragazze ci avviamo,
con noi partirà Sr Manuela, la superiora di Patiram: attraversiamo tutta
la missione a piedi, è buio pesto e ci accompagna la fioca luce delle pile,
ha piovuto tutto il giorno e quindi il terreno è fangoso, le mie infradito
si riempiono di fango e faccio fatica a trascinare la valigia sul terreno e sull'erba,
una donna del villaggio mi aiuta. Arriviamo fuori dalla missione, attraversiamo
la strada ed ecco che si raggruppa intorno a noi un bel po' di gente. Vengono
dalle capanne vicine, incuriositi da queste persone "bianche" che accompagnate
dalle suore aspettano la corriera. Vengono a salutarci anche i preti e chiacchieriamo
un po' con loro. Sono le 19.50. la corriera arriva alle 21.00. Il primo problema
si presenta quando i posti che noi abbiamo prenotato sono già stati occupati
perché il venditore di Patiram non ha comunicato i numeri alla centrale.
Così ci sistemiamo in altri posti, ma appena alla fermata seguente salgono
i passeggeri che hanno i nostri posti ci tocca spostarci di nuovo. Finalmente
ci assicurano che non saremo più disturbati, quindi ci accingiamo a cercare
di dormire o per lo meno riposare. Ma il nostro tentativo risulta impossibile,
l'autista della corriera forse è in ritardo, perché corre a livelli
da rally prendendo le buche della strada con una disinvoltura tale che tutti i
nostri organi interni cambiano di posto: impossibile chiudere occhio tutta la
notte. Sul più bello sentiamo uno scoppio: un pneumatico. Si perde un'ora
per cambiarlo, e quando si riparte l'autista va ancora più veloce. Noi
oramai siamo come si sul dire "alla frutta". Sabato
28 agisto 2004 Arriviamo a Barackpore alle 8.00, piove, il pulmino delle suore
con Sr Sophia arriva subito e quello che è rimasto di noi carica le valigie,
totalmente infangate e il residuo del nostro corpo e si va alla missione di Barrackpore
(Calcutta). Il tempo di una colazione, una doccia e ci fondiamo tutti a letto,
sperimentando che effetto fa dormire in un letto comodo. La giornata di oggi
è libera per lavare, riposare, scrivere le schede di verifica. Qui a
Barrackpore il tempo ha un valore diverso rispetto a quello della missione, passa
molto lentamente. Andiamo a letto presto, sia per la stanchezza, sia perché
domattina di alzeremo alle 5.45 per la messa. Domenica
29 agosto 2004 La messa inizia alle ore 6.30 e finisce alle 8.15. Come al solito
ci sono canti meravigliosi, accompagnati da cembali e tamburi. Le donne sul lato
destro della navata indossano i sari più belli e colorati, gli uomini eleganti
con pantaloni e camicie bianche. Al termine della messa il parroco ci presenta
e dice che faremo per i parrocchiani che vorranno rimanere un piccolo "program"
di comicità. Noi procediamo con il nostro show ormai collaudato: Canto,
donna di campagna e donna di città, Palloncino, magia e canzone finale.
I bambini presenti si divertono tantissimo sia a vedere le scenette, sia con la
magia di Shrek e con le pulci che saltano nel sacchetto. Il parroco quando
terminiamo dice a tutti: "Ringraziamo i nostri amici italiani che ci hanno
insegnato una grande lezione stamattina, che si può divertire e comprendersi
senza usare le parole e senza conoscere le rispettive lingue." Noi siamo
molto soddisfatti. Andiamo a fare colazione e poi con il pulmino della scuola
andiamo a Calcutta. Il solito viaggio in mezzo al traffico, per la verità
un po' meno intenso del solito perché è domenica, e Calcutta ci
appare in tutta la sua bruttezza: smog, baraccopoli, palazzi neri e palazzi di
cristallo, parchi all'inglese e strade lerce e piene di gente, un ponte modernissimo
e vicoli maleodoranti. Ci fermiamo subito alla casa di Madre Teresa e rendiamo
omaggio alla sua tomba e subito dopo ci rechiamo alla casa del bambino abbandonato,
sempre gestita dalle suore di Madre Teresa. Abbiamo poco tempo e letteralmente
corriamo da un lettino ad un altro, non senza però renderci conto della
situazioni di questi meravigliosi bambini abbandonati. Alcuni ci sorridevano e
giocavano anche se per pochi minuti con noi, altri giacevano nei loro lettini
con lo sguardo spento, altri bimbi dormivano. Ero già stata in questa casa
a febbraio, ma tornarci mi ha intristito ancora di più. I bambini con handicap
venivano imboccati da volontarie indiane, non abbiamo visto tanti volontari, forse
perché è domenica. A pranzo siamo andati a Kiddapur, alla casa
delle "bambine di strada" delle Suore della Provvidenza. Ci aspettavano
le bimbe con le loro camicette rosa per offrirci una bellissima danza di benvenuto.
E' incredibile come anche in un piccolo appartamento di due camere, dove vivono
3 suore e una decina di bambine si trovi lo spazio per imparare la danza sacra
indiana e per offrirla ai visitatori. L'accoglienza indiana mi lascia sempre piacevolmente
sorpresa. Pranziamo con loro e dopo pranzo offriamo noi a loro e ai bambini
di strada che stanno nell'appartamento accanto, un nostro spettacolo. Le bambine
e i bambini vengono raccolti in strada, soprattutto nella zona della stazione
dalle suore, si tratta di bambini completamente abbandonati e abituati a sopravvivere
in una città come Calcutta. Le suore li portano nella loro casa, danno
loro da mangiare, li lavano e li vestono e poi li mandano a scuola. Alcuni di
loro scappano perché non riescono ad abituarsi alle regole che impone il
vivere in comune, e chi rimane ha un avvenire e potrà studiare. Ora noi
stiamo contribuendo alla raccolta dei fondi per la costruzione delle bambine di
strada di Calcutta, così potranno uscire da quel piccolo appartamento e
accoglierne di più. Il pomeriggio è proseguito con la visita-spettacolo
all'Ashalayam, Casa di Don Bosco con la quale collaborano le Suore della Provvidenza,
dove una domenica al mese si svolge un "Mela", ovvero una "festa
a porte aperte" nella quale tutti i ragazzi di strada sono invitati, possono
farsi un bagno, mangiare, assistere a spettacoli, cenare e fare danze dopo cena.
Chi di loro poi vorrà, potrà fermarsi a imparare un mestiere. Si
tratta infatti di una casa di Training professionale. Ho rivisto il ragazzo francese
che avevo incontrato a febbraio e che come volontario insegna falegnameria ai
ragazzi, con lui c'era un gruppo di ragazzi di Parigi che costruiscono campi sportivi
e che sono arrivati in India portando con sé ragazzi "difficili"
della periferia parigina, al fine di far loro vedere come si vive nella povertà. Teniamo
uno spettacolo su un palco già montato nel cortile, per tutti quelli del
centro, più i ragazzi che oggi hanno partecipato al "Mela", i
ragazzi si divertono oltre misura, ridono e partecipano alla grande, alcuni ridono
veramente di gusto. Ci ringraziano, e noi siamo veramente troppo felici di aver
dato loro questa gioia. Salutiamo i nostri amici francesi e accompagnati dall'ambulanza
del centro andiamo a recuperare il nostro pulmino alla casa dei Preti anziani,
ma lì ci aspettano le suore con un gelato! Ripartiamo così felici
che riusciamo a tollerare persino il viaggio di rientro a Barrackpore, che dura
2 ore. Rientrando a Barrackpore faccio in tempo a cenare con poca fame e una
volta in camera mi butto a letto distrutta. Lunedì
30 agosto 2004 Stamattina ripartiamo col pulmino della scuola per Calcutta,
non guida Simon, l'autista delle suore, ma l'autista che ci ha "prestato"
il padre del St Claret School che è pù pratico del traffico di Calcutta
durante la settimana. Infatti i tempi si dilatano, arriviamo dopo 2 ore e mezzo!
Lasciamo il pulmino alla casa di riposo e prendiamo 2 taxi per andare al New Market,
oggi è il giorno dedicato alle compere del gruppo. Il caldo è asfissiante
e girare per piccoli negozietti che riempiamo perché siamo in 9, non è
affatto semplice. Shrek deve comprare mezza India, ma gli altri non sono da meno.
La prima parte della mattinata va via e alle 13,30 sr Giovanna e Sr Rita ci chiedono
di andare a pranzo e ci portano a pranzare in un ristorante cinese dove per 100
rupie (2 euro) mangiamo a sazietà. Nel pomeriggio proseguono le compere
fino alle 17.00 e ancora per qualcuno mancano cose da comprare. Gli acquisti prevalenti
sono: sciarpe di pashmina, chulidar, sarees, cavigliere, incensi, batik. Arriviamo
a casa alle 19.30. Martedì
31 agosto Ore 8.45 ultimo spettacolo per i bambini (da 3 a 5 anni) della scuola
Materna delle Suore della Provvidenza. Ci aspettano 200 bambini meravigliosi che
assistono al nostro spettacolo ridendo in maniera a volte persino commovente.
Le maestre sono felici e le suore anche. Al termine dello spettacolo i bambini
fanno due danze per noi e noi regaliamo ad ogni bambino un palloncino mentre loro,
nel giorno del "fratello e della sorella" regalano a noi un braccialetto. Nel
pomeriggio facciamo la "grande condivisione di gruppo" , c'è
una certa emozione e allo stesso tempo la sensazione che qualcosa di molto grande
e molto bello sia terminato. Per la prima volta, in maniera completa ci apriamo
ed emergono le difficoltà che ognuno di noi ha dovuto affrontare, il percorso
attraverso un genere di vita nuovo, una realtà ai più sconosciuta,
un impatto con clima e gente completamente nuovi per noi, trascorrono 2 ore in
un baleno e a volte ci arrabbiamo, a volte comprendiamo, sempre cresciamo. Nel
pomeriggio gli ultimi acquisti a Barrackpore, mentre piove, i regali per gli amici
a casa
casa
già domani saremo a casa e tutto tornerà
come prima, ma
niente potrà più essere come prima. Questa
consapevolezza me la porto dietro oramai da anni, la missione ti entra nel sangue,
è come una droga, mentre la vivo vorrei fissare nella mia mente ogni colore,
ogni sguardo, ogni momento, per poi poterlo rivedere come un film. Ci riuniamo
per alcuni minuti con Sr Sophia e Sr Giovanna per fare il punto della nostra missione
e di quanto sono stati utili i nostri interventi. Le suore sono felici, ci
elogiano e sono certe che il nostro intervento è stato importante per le
donne dei villaggi, per i bambini di strada e anche per i bambini dei bording.
Abbiamo dato loro un po' di difficoltà nel sistemarci, dato che eravamo
in 9, ma con un po' di adattamento da parte nostra e loro tutto si è sistemato
bene. Ci consegnano le lettere delle suore delle missioni e ci ringraziamo reciprocamente. La
serata continua indossando sarees
chi lo ha comprato indossa il suo, aiutata
dalle suore, per chi non lo ha ci pensano le suore e ci danno i sarees che hanno
loro, tutti bellissimi e coloratissimi. Il saree è un abito che trasforma,
dà alla donna una femminilità meravigliosa, ti fa sentire una regina
e, date le pieghe della gonna, l'incedere diventa per forza elegante. I colori
poi sembrano studiati da un artista, ma quanti artisti ci sono in questa terra
meravigliosa? Qui il Signore ha dato doni divini a tutti e dalla pittura alla
poesia alla danza, l'India è colma d'arte. Foto di rito e tutti in camera
a preparare le valigie, domani la sveglia è alle 3.30. Mercoledì
1° settembre Ore 4.00 un caffè veloce e si parte per l'aeroporto.
Ci accompagnano sr Giovanna e sr Sophia. Mentre ripercorro le strade assonnate
di Barrackpore, cerco di mantenere negli occhi il più possibile, questa
terra mi è entrata nel cuore, così come la Birmania e la Romania.
Ogni missione ha il suo fascino, ogni luogo è meraviglioso se lo visiti
con gli occhi del Signore. Mi viene spontaneo ringraziare: Dio per avermi fatto
così tanti doni, i miei compagni per avere condiviso con me questa stupenda
avventura, mio marito per avermi pazientemente atteso a casa, mio figlio Gianluca
per essere venuto e aver compreso in prima persona cosa provo io andando in missione,
tutte le persone che hanno fatto donazioni e che hanno permesso così che
questa missione potesse essere compiuta, le suore della Provvidenza per la loro
accoglienza incredibile, tutti i bimbi che abbiamo incontrato, in ognuno dei loro
sorrisi era presente l'amore infinito del Signore. Arriviamo
a Londra in perfetto orario, mentre partiamo con 1 ora circa di ritardo. All'arrivo
a Malpensa 5 di noi non hanno i bagagli, in compenso troviamo i nostri amici claun
ad attenderci con corone di fiori fatte di
palloncini. FINE
MATERIALE UTILE X MISSIONI - Vinavil - Vernice trasparente ad acqua -
Colori acrilici ad acqua - Colla per vetro - Fogli da ritagliare per decupage -
Forbicine da carta - Pennelli di varie dimensioni - Riviste di decupage -
Libro origami - Libro x ritagliare - Cartoncini bianchi - Pennarelli -
Colori a cera
CANZONI MY
SOUL PROCLAIMS THE LORD (Amazing Grace) My
soul proclaims the Lord, my God. My spirit sings his praise He looks on
me. He lifts me up And gladness fills my days. All
nations now will share my joy, His gifts He has outpoured. His little ones
He has made great I magnify the Lord. His
mercy is fir evermore! His name I praise again! His strong right arm puts
down the proud And raises lowly ones, He
fills the hungry with good things, The rich he sends away. The promise made
to Abraham Is filled by Him each day. "PADRE
NOSTRO" (The sound of Silence" Padre
Nostro tu che stai In chi ama Verità Ed il Regno che Lui ci lasciò Venga
presto nel nostro cuor E l'amore, che tuo figlio ci donò, O Signor, rimanga
sempre in noi. E
nel pan dell'Unità Dacci la Fraternità E dimentica il nostro
mal Che anche noi sappiamo perdonar, E non permettere che cadiamo In
tentazion, o Signor Abbi pietà del mondo
Abbi pietà
del mondo. POESIA Vola
l'uccello nel cielo Nuota il pesce nel mare Sta la pietra sul suolo
il mio Spirito nelle mani di Dio [Angelus
Silesio] AVE
MARIA Ave
Maria gratia plena, Dominus tecum, benedica tu AKUNA
MATATA Jambo, Jesus loves you Are you happy He is with you Caribu
into His present Are you ready? Akuna Matata Uuuuuuu...... Yes Lord
Yes Lord Yes Yes Lord (3 vt) AMEN Make
Me An Instrument St Francis of Assisi Make
me an instrument of your peace: Where there is hatred, let me bring love. Where
there is injury, your pardon, Lord, And where there's doubt, true faith in
you. Where
there's discouragement, let me bring hope. Where there is darkness, let me
bring your light, And where there's sadness, let me bring joy. It
is in pardoning that we are pardoned, It is in giving that we do receive, And
it's in dying that we're born to life. May May
the angels go with you To the home of God's Glory HEARTY
WELCOME Rit. Subucamenà,
subucamenà Sabco sobucamenà 2v Aach ki subcarì Hearty
Welcome welcome welcome (1) Giuan
ki cussi ya' Piaar ki laria Bani rahè sadà 2v Mootur
taranè Baauron ki guungel Gunti rahè sadà 2v Caam
nah, haè sadà Caam nah, haè sadà, nahè sadà,
nahè sadà -
rit - (2) Ishuor
ki aashish Daiaki baarish Baahti rahè sadà 2v Priimki
charnà Apke diloumè Baahcti rahè sadà 2v Caam
nah, haè sadà Caam nah, haè sadà, nahè sadà,
nahè sadà Traduzione: Benevenuti,
benvenuti! Tutti noi vi diamo il benvenuto In questo momento Un caloroso
benvenuto. (1) La
nostra è una vita di felicità Tutta la nostra gioia Rimarrà
per sempre. Qui sentiamo tutti i suoni Di tutti gli uccellini, questo
suono continuerà. Vi salutiamo per sempre! Vi salutiamo per sempre! (2) Siate
benedetti da Dio! Cascata di bontà, l'acqua sempre scorrerà
nel fiume, cascata di acqua che nel tuo cuore per sempre Vi salutiamo
per sempre! Vi salutiamo per sempre! My
soul gives glory My soul gives glory to the Lord Alleluia And in my spirit
there is joy Alleluia He looks on his lowly one Hence forth all ages call
me blessed Alleluia (4) He
works his wonders in my being Forever praise his holy name His mercy is
from age to age Those who revere him knows his name Alleluia (4) He
casts the migthtly from his throne And raises those of humble heart He stretches
forth his arm in strength And drivers the haugthly from his sight Alleluia
(4) He fills the starving with goog things And sends away the rich
and proud He guards his people Israel His loving mercy is their strenght
Alleluia (4) His
faithfullness shall never end His promise lasts gfrom ae to age Sing praise
and glory to our God The Father, on and Spirit blest Alleluja (4)
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