di
Maria Luisa Mirabella
10-7-04 Partenza
da Torino. Ciak ed io accompagnati da Spillo arriviamo in aeroporto di Torino
e parcheggiando nella zona Taxi ci accorgiamo che nella macchina davanti alla
nostra un tipo si agita scaricando bagagli, il "tipo" viene immediatamente
identificato come Aquilone che scarica, non senza lamentarsi, una mega valigia
arancione, agita un pacco di magliette Vip e sostiene di non avere posto per sistemarle
tira su il mento e inizia una sfilata di moda a Caselle indossando un paio di
occhiali alla robocop. Gli faccio notare che stiamo andando in missione in Romania
e non in un villaggio Mediterranee
Tra me e me penso: "Cominciamo bene!"
Lo lascio con Ciak a guardia dei bagagli, mentre mi reco alla biglietteria per
scambiare il voucher con i biglietti Carpatair. Nel frattempo aspettiamo Ariel,
le telefono e scopro che ci aspettava al chek-in Carpatair. Ariel arriva e mentre
sta per presentarmi sua sorella, più piccola di 2 anni, io le dico: "Tua
mamma? Così giovane?" Guardo la faccia della sorella di Ariel e capisco
di avere fatto una gaffe e di essermi fatta un'altra nemica
(Sigh!)
Cerco di rimediare, ma mi scavo una fossa sempre più profonda, gli occhi
della sorella di Ariel sono sempre più gelidi. Io mi sento come una puzzola
beccata in flagrante.
Ariel e la sorella raggiungono Ciak e Aquilone e io
rimango sola alla biglietteria a meditare sui casi della vita
Finalmente
imbarchiamo i bagagli. Di lì a poco passiamo il controllo polizia: Ariel
ha portato un paio di forbici da giardiniere e si lamenta perché gliele
tolgono
I poliziotti incaricati di vedere il bagaglio nel monitor sono appena
stati assunti in polizia aeroportuale di Caselle e provengono dal Bangladesh,
infatti, ci fanno ripassare gli zaini almeno tre volte e identificano nella macchina
fotografica di Aquilone un "oggetto misterioso", ma si tranquillizzano
dopo che il mio "delfino" nonché Bodyguard ha svuotato lo zaino
ed estratto l'oggetto contundente. Saliamo in uno splendido aereo-giocattolo
della Carpatair ad elica. I posti assegnateci da quella cima della Hostess di
terra, sono tutti sparpagliati, io ugualmente (dato che sono fortunata) mi trovo
accanto Aquilone. Il quale per 2 ore di volo mi parla costantemente per lo più
ripetendomi sempre le stesse cose e insieme a me lo sentono: il comandante che
è in cima all'aereo e 2 o tre gabbiani che volano alla nostra altezza
Ad un certo punto, accade un imprevisto: Aquilone, dopo essersi "satollato"
con l'ottimo cibo servitoci da una hostess della quale ad ogni passaggio mi dice:
"Che begli occhi che ha-se-fosse-bruna-la-sposerei", colto da un inspiegabile
raptus, mi prende la mano sinistra e decide di leggermela, e mi fa le seguenti
sconvolgenti rivelazioni: ho un cuore e una testa, ho una famiglia e un lavoro
e tutte queste cose sono in connessione. L'hostess che lo vede armeggiare con
la mia mano, conquistata dallo "sciamannato", gli chiede di leggere
la mano anche a lei e lui, convinto di aver fatto colpo, le dice nell'ordine:
"hai una famiglia o l'avrai, hai un lavoro e lo terrai, hai una testa e un
cuore, tutte queste cose sono connesse". Poi, si supera e dichiara con un
piglio da chiromante professionista: "avrai due figli e mezzo. Due maschi
e forse mezza femmina". La hostess scappa terrorizzata, dicendo: "dobbiamo
atterrare
". Lui socchiude gli occhi a fessura, ammicca e con sicurezza
mi dice: "Ho fatto colpo. Che ne dici, potrei restare in Romania?". Io
mi fingo improvvisamente interessata al panorama sotto di noi, l'aereo oscilla
paurosamente, io apro le bocche d'aria e prendo un lungo respiro. Penso: "Ognuno
ha il suo destino!" Arriviamo a Timisoara e ci incontriamo con Giullare,
Erminia e Mithril. Mithril viaggia con Fischio, il suo pupazzo di spugna appeso
allo zaino. Altro volo e altri sproloqui del mio Delfino preferito (N.d.r.
sempre Aquilone). Questa volta ha messo gli occhi su un'altra hostess. Mentre
all'aeroporto ci ha fatto salire e scendere scale per andare dietro ad una ragazza
caruccia con un tatuaggio a forma di occhi sui reni. Arriviamo a Iasi, menter
aspettiamo il timbro sul passaporto, Aquilone attacca bottone con due signore
rumene che lavorano a Pistoia, una di queste cerca di farlo fidanzare con sua
figli 18enne. Finalmente usciamo, ci aspettano Sr Adalberta (superiora) e Sr
Viviana. 2 macchine, un'accoglienza sempre gioiosa come solo le Suore della Provvidenza
sanno dare.. Piove. Le camere sono belle. Ciak e Aquilone dormono insieme,
Ariel, Aureola e Erminia in un'altra stanza e Mithril e Giullare in una doppia. Alle
19 si cena. Ceniamo da soli perché le suore sono in ritiro di silenzio
fino a domani, ma Sr Adalberta viene a controllare che sia tutto a posto e Sr
Francisca (brasiliana) viene a parlare con noi. Ci racconta della vita qua, ci
parla di bambino di 8-9 anni che ha trovato a cercare cibo nella spazzatura. Ci
parla della realtà in Brasile. Ha voglia di chiacchierare
Mangiamo
molto bene, pizza alle patate e cipolle e al pomodoro e prosciutto, insalata,
ciliegie. Facciamo una breve riunione dopo cena bevendo una tisana alla menta,
intervallata dalla ricerca del Peak State (N.d.r. "Stato di picco, insegnatoci
da Lorenzo durante la sua lezione al VCM). Giullare condivide che data l'accoglienza
e la gentilezza delle suore, lui si sente a disagio ad essere servito e riverito.
Io spiego che questo è il loro modo per ringraziarci per essere venuti
a portare il nostro contributo gratuitamente fin qui e che non c'è niente
di male se contraccambiano con la loro accoglienza il nostro servizio. Tutto nella
vita è scambio ed è bello che questo avvenga senno sempre qualcuno
si sente in debito e questo non è giusto. Facciamo il punto per domani
e decidiamo di correre alle 7.15 e fare esercizi di ricarica. Adiamo tutti
in camera Ciak-Aquilone e vediamo il film di Fellini "I clown" 1°
parte Dalla finestra della loro camera si sentono musiche balcaniche di un
ristorante vicino. Domenica
11 lug. 04 Ci troviamo Ariel, Erminia, Ciak, Giullare ed io alle 7.15 per correre,
ma non riusciamo perché il cancello è chiuso e non sappiamo come
aprirlo, così rimediamo con esercizi di ricarica e di Yoga e una meditazione.
Andiamo a colazione alle 8.15 e Ciak va a svegliare Aquilone, il quale arriva
assonnato ripetendo come "tormentone" per tutta la mattina: "Non
ho dormito niente! Hanno suonato fino alle 6, alle 6 mi sono addormentato e dalle
7 alle 8 ha suonato la sveglia di Ciak impedendomi di dormire nemmeno un'ora!". Ore
9.00 messa in rumeno. Dopo messa ci trasferiamo alla Metro accompagnai da Sr
Viviana e
compriamo merce e cibo per un reggimento di 100 soldati. Mithril
che è notoriamente francescano, arrivava costantemente da me e mi diceva:
"Aure, che ne dici li prendo questi gamberetti surgelati per due spaghettini
allo scoglio?" oppure: "Che ne dici Aure, prendiamo questi 5 kg di crocchette
da fare al forno?" o ancora: "due olivette non ci stanno male nell'insalata
"
prosegue: "Una scatola di borlotti da 5 kg potrebbe sempre servire nelle
sere in cui non abbiamo nulla da mangiare
" Aquilone invece di farmi
da bodyguard sparisce e ci tocca cercarlo e mentre lo cerchiamo ci perdiamo tutti
Quando lo ritroviamo scopriamo che ha comprato: 25 kg di carote (avrà l'antenato
coniglio?" e 15 kg tra mele e pompelmi e 2 angurie. Erminia, anche lei silenziosa
svaligia il reparto frutta secca: ci sono 42° all'ombra e lei compra: fichi
secchi, nocciole, mandorle, pistacchi
(boh!). Ariel è più
discreta e si compra una stuoia per la meditazione. Ciak ed io, da veri intenditori
ci dedichiamo all'acquisto della soia trasansgenica. Spendiamo 8 milioni di
lei (una cifra spropositata per la Romania
, ma soddisfatti cantando a squarciagola
"poncipaparapaponci
" torniamo al convento. Aquilone ed io coordiniamo
il carico e scarico della merce. Pranziamo e facciamo il punto della situazione
con le suore di Adjudeni e con sr Viviana. Tutti andiamo a riposare, tranne
Erminia e Ariel che insegnano giocoleria alle suore. Alle 16 ci si ritrova
in Sala dei bambini, dove faremo il corso e facciamo le prove dello spettacolo
che rappresenteremo. Aquilone sta come un pesce nell'acqua nel ruolo del Bianco,
Hitler al suo posto era una mammoletta. Mithril è un Augusto perfetto,
Giullare può alternare tra bianco e augusto. Ciak è Augusto. Erminia
tende a isolarsi un po', un po' tra il clown romantico-tramp. Ariel tende anche
lei al romantico, ma con una punta di augusto. Le prove si susseguono con
organizzazione e divertimento. Sono molto soddisfatta del gruppo. A cena ci
divertiamo con le suore, ora siamo tornati tutti insieme, perché loro hanno
terminato il ritiro e sono passate dal ritiro si silenzio a noi
C'è
anche Don Attilio di una parrocchia vicino ad Alessandria. Dopo cena i maschietti
indossano un grazioso grembiulino e lavano i piatti. Sr Viviana ed io facciamo
delle traduzioni in rumeno di un Ban. Dopo cena andiamo a fare i cartelli e
a colorarli, l'atmosfera è serena e rilassata. Aquilone ed io continuiamo
a beccarci, giocando a fare i Bianchi. Saliamo in camera e masterizziamo un
cd perché il DAP non si può fare funzionare perché mancano
i cavi. Io, Giullare, Aquilone, Ciak leggiamo le prime pagine del nostro diario. lunedì
12 luglio 2004 Ecco il grande giorno: oggi inizia il corso per gli animatori
rumeni. Sono un po' preoccupata, quanti saranno? Come reagiranno? Sarà
difficile fare un corso con la traduzione? I miei dubbi si dissolvono immediatamente.
I ragazzi sono 26, prevalenza femminile, ma sono tutti entusiasti, gioiosi e pieni
di voglia di divertirsi. Ci seguono con la traduzione di sr Viviana (claun
Pomodoro) e imparano subito. Quando al termine della mattinata facciamo la condivisione
mi sembra di stare in un gruppo italiano. I ragazzi dicono cose molto belle che
Mithril ha scritto. Pranziamo tutti insieme e dopo pranzo ci riposiamo un po'.
Erminia dice che sente forte il "perché" di qesto servizio
e mi dice: "Capisco che è proprio un servizio e che siamo delle pedine".
Anche se non mi spiega la sua sensazione, credo di capire cosa intende. Alle
14.30 iniziamo a truccarli e , mentre Ciak, Mithril ed io trucchiamo, Giullare
ed Erminia fanno giocoleria col gruppo. C'è un grande entusiasmo per
la giocoleria e Giullare ed Erminia riscuotono un grande successo. Si riprende
dopo la foto di gruppo con il teatro di strada. Sono tutti attenti, divententi
e divertiti e simpatici. Terminiamo alle 17.30 Ciak e Mithril vanno a cucinare
la soia. Doccia e diario. A cena stasera Aquilone era più "arzillo"
del solito, quindi per fare colpo sul Don Attilio, su Sr Adalberta e su Nicoletta,
una ragazza del corso, ha raccontato una storia nuova: " sabato sera non
ha dormito nulla perché nel ristorante vicino c'era un matrimonio e poi
la mattina, la sveglia di Ciak.." Ha rischiato il linciaggio da parte
mia e di Mithril! I piatti li laviamo Ariel ed io, 2 ragazze ci aiutano ad
asciugare. Dopo cena il gruppetto nostro con le ragazze escono a fare un giro.
Io rimano in camera, ho male al ginocchio sinistro. Quando tornano facciamo
la condivisione dei nostri diari. Mithril legge per 1 ora e mezza. Erminia
scrive questo: "scrivo perché sono innamorata, mi fa perdere la
testa questa voglia di vivere al 100%.. in volo per "missione" e
c'è verità nell'immobilità, verità nei cambi d'abito
e nelle maschere, e una realtà l'azione dinamica del cammino che ci indica.
Una squadra "dolce" la nostra, Aquilone nasce da un lento vento che
non si ferma mai pur di rinfrescare, Mithril lo vedo nascere ogni giorno in una
spirale di
Ariel: tante cose da fare insieme sotto la luce e dietro le
punte. Giullare: un fratello a cui dare la mano. Salvo è padre e figlio,
dolce, premuroso, attento e Aureola guida guidata con cui scoprire le anime alla
luce del sole
. Ti servo! Che bella l'aria tra le colline ed il silenzio
pieno del convento, "se no non si chiamerebbe "missione" dice Aureola.
Chiusa tra cancelli, ma libera sopra le teste
come noi che ci muoviamo a
ritmi definiti coperti di colori e luci e canti, così presenti in un'unica
essenza
" Martedì
13 luglio 2004 Oggi al corso di formazione, trattiamo di mattina le tecniche
del claun e di pomeriggio il mimo fino alla pantomima. Al mattino trucchiamo i
ragazzi da clown augusto e il pomeriggio da mimi. Piove, e non è male
perché così non fa caldo. Il corso si articola principalmente
sulle tecniche del mimo e sulla pantomima. Oggi mancano 3 ragazzi. Terminiamo
il corso alle 17.00 e poi a cena Mithril indossa il velo delle suore e fa una
foto con loro. Riesce anche ad abbracciare e baciare sr Adalberta, la superiora,
la quale appare sconvolta e veramente "provata" dall'esperienza del
bacio di Mithril. Dopo cena cantiamo persino l'inno italiano e poi insceniamo
una samba in cucina con sr Francisca che capeggia il trenino
Andiamo
tutti in camera nostra e per passare il tempo facciamo il test dell'Ennegramma. Ariel:
1 - Aquilone: 1 - Erminia: 9 - Mithril: 2 - Ciak: 5 - Aureola: 2 - Giullare: 9 Restiamo
a filosofeggiare fino all'1.30. Mercoledì
14 luglio 2004 Stamattina parlo del comportamento in ospedale e dell'igiene
e al termine ci dividiamo il gruppo e facciamo la lezione dei palloncini. Dopo
la pausa consegnamo le Gags e li guidiamo. Le gags che oggi pomeriggio metteranno
in scena sono: - La pulce Gigetta - Pierrot e Colombina - Parata militare -
Cappuccetto rosso - La bambola dispettosa - L'invadente - La mosca noiosa Stamattina
abbiamo dato il nome al gruppo: "I fiori di Iasi" e abbiamo fatto nascere
ufficialmente VIP IASI. Viviana era così contenta! I ragazzi erano emozionati
e pronti a divenire Missionari a tuttigli effetti. Qui la parola "missione"
ha un significato molto forte e i ragazzi la sentono proprio come una "investitura". Oggi
pomeriggio si è raggiunta l'apoteosi: il gruppo ha messo in scena le gags,
sono stati bravissimi! Al termine il consueto "Angelo" e pi il cerchio
finale con la preghiera di San Francesco. Le condivisioni sono state intensissime.
Molti ragazzi piangevano. Alcuni hanno detto che per loro siamo un esempio
di vita e sr Viviana lo ha confermato dicendo: "Siete un esempio di solidarietà
e gratuità". A cena c'era un'aria di festeggiamenti, si è
cantato e ballato danze nazionali rumene. Ciak e Mithril hanno cucinato spaghetti
allo scoglio, graditissimi da tutti. Dopo cena condivisione intensa e profonda
sulla giornata. Giovedì
15 luglio 2004 Stamattina alle 9,30 siamo andati all'oratorio don Orione dove
ci siamo incontrati con i nuovi claun e con un'ottantina di bambini. Ci siamo
suddivisi in gruppi, alcuni hanno fatto gags, Mithril ha fatto un laboratorio
di creatività, Giullare e Erminia, Mimo e giocoleria, giochi di gruppo
con Aquilone. Ciak, Ariel ed io abbiamo truccato sia al mattino che al pomeriggio
(alcuni due volte) faccine ansiose di diventare claun. E' stata una bella esperienza
anche questa volta coinvolgente. Siamo distrutti! Domani torneremo. Come
dicono qua: "Moina se repede" (non so se si scrive così
) Venerdì
16 luglio 2004 Prima di andare all'oratorio ci siamo fermati al mercato coperto
a comprare i pomodori e le banane da portare. Le donne delle bancarelle hanno
tutte il fazzoletto in testa, credo sia un'usanza delle contadine. Appena arrivati
all'Oratorio Ciak ed io abbiamo iniziato a truccare gli animatori e poi i bambini. Il
laboratorio di "truccabimbi" ha sempre un grande successo con tutti
e truccare quelle faccine è meraviglioso. E' un modo per entrare in contatto
con l'essenza del bambino così pura e semplice. Mentre truccavo è
accaduto qualcosa di magico: in un bambino di 12 anni, Edoardo ho visto un perfetto
mimo. L'ho truccato da mimo, era bellissimo. Colta da un'illuminazione ho chiesto
ad Erminia e a Giullare di prepararlo da mimo perché facesse da solo un
piccolo spettacolo nel pomeriggio. I volti da truccare si sono susseguiti uno
dopo l'altro, oggi i bambini chiedevano di essere truccati da clown e da principesse. Alle
14.30 è iniziato lo spettacolo, i ragazzi-clown hanno recitato scenette
preparate da loro: "Il regista", la contadina, l'esercito, la mosca
e noi abbiamo rifatto la gag dell'ufficio.. e infine Edoardo ha mimato "La
ricerca della luce" e la luce è arrivata! Armonia e bellezza si sono
fuse nel verde-azzurro di uno sguardo di bambino-adulto eternamente-nato, nel
bianco dei guanti del mimo, gestualità di un simbolo antico: libertà
dalla parola e dalla vita stessa
E' stato bellissimo! Abbiamo concluso
noi 7 con Edoardo davanti a noi eseguendo il "saluto del mimo". Pianto,
abbracci, coccodrillo, bruco, autografi, scambio di indirizzi si sono alternati
a quella sensazione di struggimento che ti afferra il cuore. Ho regalato ad
Edoardo il mio pass e le palline di giocoleria. Non so se il suo futuro da mimo
proseguirà, se da adulto sarà un artista, ma sono certa che quello
che ha provato oggi non potrà mai dimenticarlo e nemmeno io. Sono quasi
scappata via, mentre lui mi salutava con il saluto del mimo e tutti gli altri
bambini cantavano con noi, già in macchina "Paparapaponci
" Corri
corri via
fuggi Maria Luisa da questo amore infinito che è troppo
forte per essere contenuto, troppo puro per essere capito, troppo immenso per
essere racchiuso. Accidenti, non so cosa ci sta capitando in questa missione,
sembra una "missione-viaggio all'interno del nostro inconscio", si muovono
sentimenti come lampi estivi che squarciano il cuore. sabato
17 luglio 2004 stamattina ore 9,00 trucco e alle 10.00 tutti sul pulmino alla
volta dell'ospedale. L'ospedale è grigio, i muri sporchi e fuligginosi,
l'aria stantia e pesante. I disegni alle pareti sono sbiaditi. La sala auditorium
è composta da un piccola palco con una grande lavagna per l'insegnamento
dei professori e da banchi a salire come le aule universitarie. Pian piano si
riempie di bambini accompagnati da mamme, sorelle, assistenti
I nostri
compagni claun sono tutti colmi di entusiasmo. Io sono stanca, ho dormito male,
il ginocchio sinistro mi fa male, ma vedere il loro entusiasmo mi ricarica immediatamente.
Mentre aspettiamo che l'auditorium si riempia, con Aquilone e una signora francese
che è la responsabile delle assistenti, andiamo nel reparto oncologia per
renderci conto di quanto è grande e di come possiamo dividerci per fare
servizio. Ci sono diverse camere, notiamo che ci sono anche adolescenti e parecchi
parenti. Probabilmente il personale è poco
Le camere sono piccole.
Tutto è grigio e triste e c'è un cattivo odore nauseante. Torniamo
e inizia lo spettacolo: i nuovi claun si esibiscono. In un paio di scenette interveniamo
anche noi
Le musiche si susseguono, Ariel presenta, Sr Clara traduce, io
sto alla console. Lo spettacolo dura un'ora circa e termina con il coccodrillo
cantato e ballato da noi e dal nostro pubblico. Non so definire la sensazione
che provo con le parole, ma è un misto di malinconia e tristezza. Sì,
c'è molto bisogno di gioia in quest'ospedale! Usciamo e facciamo una
foto ricordo fuori dall'ospedale. Alcuni ragazzi vanno a casa a mangiare, altri
vengono con noi a pranzare dalle suore. Sr Viviana è molto stanca e si
vede, stamattina si sono alzate tutte alle 5,00 per accompagnare sr Francisca
all'aeroporto e poi lei ha già fatto due giri per accompagnarci tutti in
ospedale e ora ci riporta. Pranziamo e facciamo una piccola riunione per coordinare
il servizio di oggi pomeriggio nei vari reparti. I volontari desiderano tutti
fare servizio (ne mancano solo 4) e noi li seguiremo, ma senza prenderne il posto.
Presto noi non ci saremo a guidarli ed è meglio che imparino presto cosa
fare per portare gioia. Ore 15.00 iniziamo a truccare i volontari e noi stessi.
Ore 15.30 si parte per il servizio in ospedale. Ci suddividiamo in tre gruppi
capeggiati da Aquilone e Mithril, Ciak con Erminia e Ariel ed io con Giullare. Il
mio gruppo presterà servizio in Ortopedia chirurgica e Oncoematologia. Ricordo
le parole dell'infermiera responsabile dei reparti dell'URP (Ufficio Relazioni
Pubblico) del Regina Margherita di Torino quando mi spiegava come ci sia un grosso
pericolo di infezioni in questo reparto per i malati che hanno subito operazioni
alle ossa
Qui l'igiene non mi sembra che abbondi
Nella prima stanza
ci sono due adolescenti, ci fanno entrare più per cortesia che non per
reale interesse
Ho scelto di mantenermi da parte e di mandare avanti i ragazzi
nuovi claun perché presto noi partiremo e loro dovranno per forza cavarsela
da soli. Zambiloi inizia lo show con Iris e nasce davanti ai miei occhi e a quelli
dei due adolescenti la gag della pulce Gigetta, alla pulce segue una canzone e
usciamo con delicatezza da questa stanza, sento la mancanza dei giochi do magia
che avrebbero di certo interessato i ragazzi. Le altre stanze sono tutte occupate
da 4 bambini per stanza + i genitori. I nuovi volontari si cimentano nelle gags
imparate al corso e Giullare giocola con grande successo. Cantiamo "Nella
vecchia fattoria" e "L'orchestra" e oramai abbiamo i piccoli fans
che ci seguono di camera in camera. L'atmosfera è triste, grigia, pesante.
I piccini ridono e le mamme sono incuriosite dalla novità che le coglie
spiazzate
In Oncoematologia l'atmosfera ricorda quella di un ospedale
di una zona in guerra. Mi coglie una sensazione di ineluttabilità della
malattia. Osservare mi pone in una posizione delicata che normalmente non ho quando
faccio servizio in Italia. Oggi non ho il mio personaggio, devo guidare i nuovi
e scegliendo di non intervenire sono molto vulnerabile. Così osservo una
ragazzina con una bandana che nasconde la testa rasata, è magrissima e
incuriosita esce nel corridoio, ma non riesce a stare in piedi e immediatamente
si siede. Accanto a lei una donna giovane, Sr Viviana le chiede se è la
madre e lei con tristezza infinita risponde: "Da" (sì). In
un'altra stanza c'è un ragazzino di circa 14 anni completamente rasato,
è attaccato ad una flebo, è serissimo e visibilmente seccato della
nostra presenza. Giullare fa il miracolo: riesce a farlo sorridere per 9 volte
(le abbiamo contate!). La responsabile della scuola in ospedale ci ha seguito,
è meravigliata della reazione dei bambini e dei genitori e mi dice che
è felice di rendersi conto che la nostra visita fa bene a tutti. Ci
regalano un pacco che poi vedremo contiene un Claun di porcellana e 2 disegni
fatti dai bambini di oncologia, con le loro firme e le loro dediche: "Che
la salute vi accompagni!" "Grazie missionari della gioia!" Che
voglia di fuggire via .. che voglia di solitudine! Tutto questo è troppo
forte per poterlo digerire in così poco tempo. Ci troviamo nella hall,
la porta principale è chiusa e ci sentiamo come uccelli in gabbia desiderosi
d'aria pura per respirare
Mentre aspettiamo gli altri organizziamo un ban
in cerchio
Usciamo e
i malati o i genitori ci salutano dalle finestre
dell'ospedale. Torniamo a casa e dopo una doccia si va in saletta preghiera
a meditare tutti e sette. E' un momento nuovamente molto intenso, abbiamo bisogno
di sedimentare le emozioni forti provate, abbiamo bisogno di pregare, abbiamo
bisogno di sentirci uniti. Alle 20.30 usciamo: ci aspetta il ristorante con
musica vicino al convento. Il ristorante è antico e caratteristico,
ceniamo in un tavolo grande all'aperto sotto un ombrello di paglia e intorno ad
un pergolato. Ad un tavolo si festeggia un compleanno di chi entra nella maggiore
età, in un altro un battesimo. La musica balcanica è coinvolgente
e con Ciak e Mithril ci lanciamo a ballare come dei forsennati. La sensazione
che ho è come se fossi in guerra e avessi quest'occasione di evadere dalla
tristezza
Ballo e musica per dimenticare! Domenica,
18 luglio 2004 Ore 9.00 messa con i volontari claun. All'offertorio offriamo
un pupazzo claun di porcellana e un fiore di palloncini
Cantiamo con i ragazzi
con sentimento e gioia. Sr Viviana spiega all'assemblea dei fedeli chi siamo
e cosa facciamo. Dopo messa trucchiamo i ragazzi e ci rechiamo al centro Gulliver
per bambini malati di AIDS e non solo
Ci attendono già fuori,
una quarantina di bambini e ragazzini non solo malati di AIDS, ma anche spastici,
ritardati psichici. Cercando di non soffermarci su questa ulteriore grande sofferenza,
montiamo la musica e prepariamo lo spettacolo. Questa volta lo proporremo noi
7, i volontari faranno solo la gag della bambola. Diamo il massimo e riusciamo
a tenerli inchiodati nelle loro seggiole, a ridere e divertirsi. Ci dirà
sr Viviana che di solito sono violenti e che questo è un risultato insperato. Seguono
ogni fase del nostro spettacolo con attenzione e partecipazione. Terminiamo
con Bruco e Coccodrillo e
"se repede!": Bis del Coccodrillo. I
bambini ci seguono fino a fuori e, uno di loro: Petru ci abbraccia e ci chiede
quando torniamo
Sr Viviana ci aveva chiesto di non baciare e di non toccare
ove possibile
Ma quanto è difficile! Guardo Aquilone, Mithril
ai quali già Petru si è affezionato e li vedo in difficoltà
si fanno abbracciare e abbracciano e una lacrima mi scende da sola e anche adesso
che scrivo
Usciamo e ci rechiamo con i ragazzi a piedi al parco più
vicino, ci sediamo sull'erba e chiediamo loro di condividere le esperienze di
questi due giorni così forti con noi. La maggioranza di loro è rimasta
più colpita stamattina che dall'ospedale. Tutti o quasi concordano nel
dire che non si aspettavano che essere volontari-clown fosse così difficile
e che fosse così difficile far ridere chi è triste. Ma la maggior
parte di loro dice che ha scelto di essere "Missionario della gioia"
e che continuerà a cercare di esserlo. Io rafforzo questa motivazione
dicendo che dobbiamo sentirci come i primi missionari che portavano un messaggio
di amicizia e fraternità ai nuovi popoli e cercavano, così come
fanno ancora oggi, di aiutarli a trovare condizioni migliori di vita. Noi come
"missionari della gioia" portiamo questo messaggio ancor oggi e portando
la gioia dove c'è dolore, aiutiamo a vivere meglio questa vita, portando
un messaggio di libertà. Altro momento di commozione: ci regalano un
disegno di un "Claun triste" e Mitica ci spiega il perché di
questa tristezza raccontandoci di un signore che va dal medico e gli chiede di
aiutarlo a guarire perché è triste. Il medico gli dice che non sa
come aiutarlo, la tristezza non è una patologia e non può fare una
diagnosi, però gli consiglia di andare nel parco dove c'è un bravissimo
clown che fa ridere tutti. L'uomo lo guarda e scuote la testa e gli dice: "Quel
clown nel parco sono io!". "E così, - dice Mitica - questo
è il clown: fa ridere, ma lui (a vedere tanta tristezza) è triste. Ci
abbracciamo e salutiamo (non senza qualche lacrima) i volontari-claun che non
tornano al convento con noi e torniamo a casa. Le
suore di Iasi danno ad ognuno di noi un pensiero-ricordo: Ermione: Io
sono creato per agire E per essere qualcuno Per cui nessun altro è
creato. Io occupo un posto mio Nei consigli di Dio, nel mondo di Dio; un
posto da nessun altro occupato. Poco importa che io sia povero, ricco, disprezzato
o stimato dagli uomini; Dio mi conosce e mi chiama per nome. Egli mi ha
affidato un lavoro Che non ha affidato a nessun altro. Io ho la mia missione. In
qualche modo sono necessario Ai suoi intenti, tanto necessario al posto
mio quanto un arcangelo al suo. Egli non ha creato me inutilmente. Io farò
del bene, farò il suo lavoro. Sarò un angelo di pace, un predicatore
della verità nel posto che Egli mi ha assegnato anche senza che io
lo sappia pur ch'io segua i Suoi comandamenti e lo serva nella mia vocazione. [John
Henry Newman] Ciak: Non
permettere mai Che qualcuno venga a te E vada via senza essere migliore E
più contento. Sii l'espressione della bontà di Dio. Bontà
sul tuo volto E nei tuoi occhi Bontà nel suo sorriso E nel tuo
saluto. Ai bambini, ai poveri E a tutti coloro che soffrono Nella carne
e nello spirito offri Sempre un sorriso gioioso. [Madre
Teresa] Giullare: La
vita è un'opportunità, coglila (Madre Teresa) Aquilone: Semina,
semina: importante è seminare poco, molto, tutto il grano della
speranza. Semina il tuo sorriso Perché splenda intorno a te. Semina
le tue energie Per affrontare Le battaglie della vita. Semina il tuo
coraggio per risollevare quello altrui. Semina il tuo entusiasmo, la tua fede,
il tuo amore Semina le più piccole cose, i nonnulla. Semina e abbi
fiducia: ogni chicco arricchirà Un piccolo angolo della terra. Ariel: Quando
si è visto Una volta sola lo splendore della felicità Sul
viso di una persona che si ama, si sa che per un uomo non ci può essere altra
vocazione che suscitare questa luce sui visi che lo circondano. [Albert
Camon] Aureola: Il
valore di un sorriso Mithril: Prendi
un sorriso Regalalo a chi non l'ha mai avuto. Prendi un raggio di sole, fallo
volare là dove regna la notte. Scopri una sorgente Fa bagnare chi
vive nel fango. Prendi una lacrima Posala sul volto di chi non ha mai pianto. Prendi
il coraggio mettilo nell'animo di chi non sa lottare. Scopri la vita Raccontala
a chi non sa capirla. Prendi la speranza e vivi nella sua luce. Prendi
la bontà E donala a chi non sa donare. Scopri l'amore E fallo
conoscere al mondo. [Mahatma
Gandhi] lunedì
19 luglio 2004 Oggi è il nostro giorno di riposo. Ci alziamo con comodo,
facciamo colazione ognuno con i suoi tempi. Con Giullare leggiamo Sacre Scritture
in giardino. Viviana ci affida il pulmino, Aquilone guida e andiamo in giro
per Iasi. Cambiamo i soldi all'Unicredit (così Aquilone ha modo di conoscere
i suoi colleghi rumeni). Poi entriamo nel grande magazzino alla ricerca di
magliette nere per fare i mimi
non troviamo nulla se non commesse scortesi
e ostili. Così usciamo e ci perdiamo per Iasi alla ricerca del mercato.
Finalmente seguendo le indicazioni di Ermione (l'abbiamo ribattezzata) arriviamo
e paghiamo circa 1 euro per entrare. Aquilone ed io usciamo subito perché
è un mercato di abbigliamento e scarpe e non c'è frutta. Andiamo
in un negozio di alimentare e compriamo banane e riso. Torniamo a casa e ci ripromettiamo
di andare al Metro nel pomeriggio. La spesa comprende diversi "dolciumi",
Ermione carica sul carrello cioccolata, simil-nutella, rollini infarciti
Forse abbiamo carenza di zuccheri
Spendiamo circa 3 milioni, ma copriamo
il nostro fabbisogno alimentare di Adjudeni. Sistemiamo le valigie, Ariel ed
io vediamo il film di "Forza venite gente" e a cena c'è sr Doremi
di Adjudeni che ci dà la notizia che ci aspettano circa 60 animatori e
800 bambini. Che tutte le sere dopo messa si aspettano che noi facciamo giocare
e animare i bambini
Martedì
20 luglio Sveglia alle 6.00 alle 6,30 partiamo alla volta dei Monasteri per
proseguire dopo un pic-nic per Adjudeni. Descrivere a parole quello che ho
provato durante il viaggio non è possibile: campi immensi di girasoli,
pianura punteggiata da mucche o cavalli, carretti trainati da cavalli lungo la
via. Monasteri con simboli esoterici dove alla chiesa scura si alternano fiori
dai colori multicolori. Rose immense e profumatissime, gigli purissimi, rampicanti
viola. Balconi e giardini colmi di fiori multicolori si alternano al nero delle
monache e dei monaci ortodossi. Pranziamo in un prato in riva a un piccolo
ruscello. In macchina cantiamo, e gli occhi seguendo il paesaggio si riempiono
di immenso. Arriviamo a Adjudeni alle 15.30. Prendiamo possesso delle stanze,
noi in basso e i ragazzi in soffitta. Proteste di Aquilone perché su fa
più caldo
Dato che ha guidato ed è stanco, per questa volta
lo perdoniamo
Andiamo tutti a riposare. Alle 17.30 facciamo conoscenza
dei nuovi volontari in oratorio con una presentazione organizzata da Doremi sulla
gioia. I ragazzi nuovi sono come sempre chiusi e riservati, sarà nuovamente
una sfida vincente farli sbocciare come tanti fiori profumati. Il gruppo di
Adjudeni si chiama: "I frutti di Adjudeni" e i loro nomi claun sono
frutti. Terminiamo la serata con le solite condivisioni profonde e allo stesso
tempo scherzose. Mercoledì
21 luglio 2004 Ermione si alza alle 5.20
Il resto della truppa si ritrova
a colazione alle 8,15. Alle 9.00 si inizia il corso. Il gruppo è numeroso,
circa 40 ragazzi e ragazze provenienti da Roman, un paese a circa 20 km da Adjudeni
e da Cacic un paese lontano circa un'ora. I ragazzi di questo gruppo appaiono
subito molto più chiusi rispetto a quelli di Iasi e fatichiamo non poco
a farci strada in loro. Dopo i giochi di fiducia la breccia si è aperta
e nelle condivisioni emerge che la maggior parte di loro sono venuti al corso
per conoscere nuovi amici. Per quanto possibile stabiliamo una buona confidenza
con loro, ciò che li apre maggiormente è la parte di giocoleria
(grazie Giullare). Imparare a giocolare dà loro più fiducia in loro
stessi. Nel pomeriggio lavoriamo al teatro di strada e creare nei piccoli gruppi
un monumento li unisce tra di loro. A pranzo siamo da soli nella casa delle
suore, per rilassarci, discutere, pranzare tranquilli. La sera ceniamo tutti
insieme. Nel gruppo c'è un frate francescano, molto aperto e simpatico. Giovedì
22 luglio Giornata dedicata interamente al mimo e al clown. Stamattina danza-mimo
e mimo tecnico con Ermione e abbiamo montato un piccolo spettacolo di mimo con
i ragazzi, Ermione con un gruppo ed io con un altro. Nel pomeriggio clown e giocoleria. Noi
abbiamo messo in piedi un numero che abbiamo chiamato "Medievale" di
mimo, kiwido e giocoleria. Di sera abbiamo fatto un piccolo spettacolo per
circa 200 bambini nell'oratorio. Ha piovuto molto e la luce è andata via
e pure l'acqua, quindi senza doccia
Venerdì
23 luglio 2004 Dato che l'interesse dei ragazzi sembra solo momentaneo e Sr
Vivina teme che facciano il corso solo per passare il tempo, stamattina ho chiesto
al gruppo quanti volevano continuare ad essere "Missionari bucuriei"
e ho parlato di che cosa vuol dire essere "missionari della gioia",
del fatto che noi siamo coloro che portano un esempio di fratellanza, di amicizia,
di come il missionario della gioia possa aiutare per fare prevenzione contro droghe
e alcool. Qui la situazione dell'alcolismo è veramente difficile, gli uomini
non trovano lavoro e spendono i pochi soldi che hanno per bere, poi a casa picchiano
mogli e figli. Sinceramente non so quanti di loro hanno recepito il messaggio,
ma tranne 4 gli altri ragazzi hanno scelto tutti un nome claun di un frutto e
hanno detto di voler continuare nel percorso dei missionari. Abbiamo provato
le gags e nel pomeriggio abbiamo messo in scena lo spettacolo: Numeri: Medievale Parata
militare Pierrot e Colombina L'invadente La pulce La mosca L'orchestra "Il
bu" Mimo del gruppo di Ermione Ufficio "La pace" mimo del
gruppo di Aureola I ragazzi hanno fatto il possibile, ma la maggior parte di
loro sono veramente bloccati: hanno paura del contatto fisico, sono eccessivamente
timidi. Ma tutti sono attenti e rispettosi. Dopo cena serata "Danze rumene". E'
stato difficilissimo, le danze sono tutte concitate e velocissime, e tranne Ariel
ed Ermione, noi cercavamo di evitare accuratamente sudare infradicendoci come
tutti gli altri. I ragazzi e le ragazze erano così sudati che sembravano
usciti da una doccia. Aquilone è stato più volte sedotto e quasi
violentato da due o tre ragazzine "focose" ma lui non si è tirato
indietro
o quasi. .. Al rientro tisana di prammatica e discussione sulla
realtà rumena e delle missioni in generale. Aquilone si interrogava sul
quanto potesse durare l'effetto del nostro intervento una volta che tutti saranno
tornati alla routine e ai problemi della quotidianità. Io penso che
comunque sia un seme l'abbiamo buttato e che non sta a noi vedere se germoglierà. sabato
24 luglio 2004 Questa mattina siamo andati a fare spettacolo con i nuovi claun
in un orfanotrofio di bambini disabili. Lo show si è svolto in una palestra,
i bambini erano attenti e "trattenuti" dagli operatori. Le loro condizioni
non erano buone, né fisicamente, né materialmente. Molti vestiti
erano laceri e sporchi, le loro scarpe rotte. Si sono subito affezionati a noi,
partecipando attivamente e ridendo di cuore alle nostre gags. Persino il numero
iniziale che abbiamo battezzato "Giostra medievale" è stato accolto
con un silenzio attento e compiaciuto da tutti. I nuovi claun sono andati meglio
di ieri e hanno rifatto tutto lo spettacolo con più attenzione. I bimbi
dopo lo spettacolo sono venuti incontro a noi e chi voleva stringerci la mano,
chi abbracciarci
Tenerezza, tristezza si sono fusi in me, tanto che al pomeriggio
il mio umore era da mimo un po' triste e da tale mi sono truccata e così
pure Giullare con il quale abbiamo trovato nella giostra medievale un'intesa di
anime meravigliosa. Pranzo e nel pomeriggio si ripete in un orfanotrofio di
bambini e adolescenti "sani". Ma anche questi tanto sani non sembravano
e di certo avevano un bisogno immenso di affetto. Inoltre in questi ragazzi abbiamo
percepito una forte rabbia. Meno attenzione e meno concentrazione da parte
del pubblico composto anche da adolescenti. Ma abbiamo dato il massimo anche
stavolta. Torniamo a casa e tra 1 ora e mezzo dobbiamo tornare e Roman per un
altro spettacolo in cui abbiamo un pezzo di 10 minuti. Il teatro dove si svolge
lo spettacolo di "estate ragazzi" è chiuso e soffocante, senza
nemmeno una presa d'aria, chiediamo di esibirci presto e non dopo un'ora come
programmato, ci concedono di fare il nostro numero come quinti. Eseguiamo la gag
del guanto e della sedia con Aquilone e Mithril e poi "la giostra medievale"
riceviamo una quantità spropositata di applausi. Tutti ci fermano per chiederci
chi siamo, da dove veniamo, mi intervista un giornalista di una TV locale. All'uscita
alcuni adolescenti ci chiedono tecniche di mimo e giocoleria. Stasera torniamo
a casa "cotti". Ariel ed io ci appoggiamo sul letto alle 21,30 circa
e piombiamo addormentate inesorabilmente. Domenica
25 luglio 2004 Stamattina decidiamo che andremo a messa a Iasi, quindi ci prepariamo
con calma per lo spettacolo che si svolgerà per tutti i bambini di Adjudeni
(circa 800) al teatro dell'Oratorio. Lo spettacolo va molto bene, i volontari
vano sempre migliorando e i bambini si divertono molto. Al termine dello spettacolo
facciamo la condivisione con i volontari. Non tutti parlano, ma quelli che condividono
ci danno grandi emozioni. Il mimo- Pierrot, un seminarista di Adjudeni dice che
lui era venuto al corso solo per vedere il primo giorno, convinto che non avrebbe
proseguito, ora invece crede in questa missione perché l'ha provata lui
stesso e crede di potere a sua vota insegnare ad altri ragazzi ad essere allegri
e a portare gioia. Un altro ragazzo ha paura d non riuscire a far ridere e allora
chiede se tutto questo serve? Gli rispondo che il momento in cui acquisiranno
l'energia dell'amore e saranno più sicuri come claun, il pubblico lo sentirà
e riderà. Gli ricordo che il nostro compito è essere "missionarii
bucuriei", missionari della gioia e che il claun è solo uno strumento
per riunire gente, farli divertire e fare prevenzione contro droga, alcolismo,
noia, tristezza e mancanza di speranza. Il frate francescano, Flavian dice
che a Cacica proseguiranno come missionari della gioia con forza e sicurezza e
che cercheranno di portare quanto hanno imparato nei paesi vicini, facendo uno
spettacolo per ogni paese diffondendo la gioia. Ci regalano una stupenda icona
della Madonna con una bellissima dedica e tutte le loro firme. Ci abbracciamo
con immensa commozione e questa commozione rimane intatta a pranzo e per i saluti
al momento della partenza. Vitalis, un ragazzo di Kishinau (Moldavia) mi abbraccia
e mi chiede di portarlo n Italia, è triste perché lui è l'unico
russo e rimarrà lontano dal gruppo di Roman e Adjudeni. Partiamo e
il cielo piange
e noi pure
Arriviamo a Iasi alle 17.00 in tempo
per la messa lunga e noiosa alla chiesa di S. Teresa. Incontriamo un paio di ragazze
del gruppo di volontari di Iasi e riceviamo un altro regalo: un mazzo di fiori
e un piatto di ceramica locale. Prima di rientrare al convento, ci fermiamo
da "Pinocchio" a prendere un gelato. Al nostro rientro in camera
abbiamo un'altra sorpresa: una meravigliosa Icona per ciascuno di noi regalataci
dalle suore. Ceniamo, guardiamo un po' di video e andiamo a leggere le mail
dall'Italia. Ci ritroviamo in camera per condivisione e vediamo un po' del
film di Fellini "la strada". lunedì
26 luglio 2004 Mattinata dedicata alla compilazione delle schede di verifica. A
pranzo viene Antoneta, la moglie del prete ortodosso che ha fatto il corso di
formazione a Iasi. Ci ha raccontato che domenica ha provato a fare la lezione
di catechesi ai bambini in modo "claun", facendo giocare i bambini e
divertendosi lei, i suoi figli e altri genitori. Ci ha spiegato che questo per
la chiesa ortodossa è un evento speciale, in quanto ridere viene considerato
sconveniente e insegnare ridendo è un metodo che funziona con i bambini
che si stavano allontanando dalla chiesa. Lei on lo sa, ma quello che sta facendo
è una rivoluzione. Ci ha detto che il prossimo anno vorrebbe organizzare
un Campus nella chiesa ortodossa per gli alcolisti e per i parenti di alcolisti.
Noi ci siamo detti disponibili
Immagini
mi scorrono davanti agli occhi al termine di questa missione: i volti dei nuovi
volontari claun e dei bambini che abbiamo truccato all'oratorio don Orione di
Iasi. Edoardo, il ragazzino mimo di Iasi mentre esegue il numero insegnatogli
da Giullare e Ermione. Il monastero delle suore ortodosse, i fiori, i canti,
i profumi, le donne in preghiera. Le condivisione dopo i servizi dei volontari.
L'odore nauseabondo all'oncoematologia dell'ospedale infantile di Iasi e il bambino
che "non voleva ridere" e che la giocoleria di Giullare ha magicamente
fatto sorridere. Le nostre condivisioni la sera. I bambini malati di AIDS
di Iasi, gli orfani di Roman. Le parole non possono descrivere le emozioni
intense, fortissime. Spesso mi sono sentita come dentro un film. Se
apro la porta del mio cuore, Dio mi parla dei milioni di bambini: quelli
che possono realizzare il sogno di crescere e quelli a cui gli adulti hanno
rubato l'infanzia. FINE
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